Uranio e Amianto

12-09-2007T19:28:08 SPECIALE AMIANTO



Ricerca di Uranio dell’AGIP.


Rapporto
rilasciato il 25.5. 1980.

Vedi prima cartina in alto (rilievi aerei).

Estratto dalla relazione dell’A.R.P.A. del 19.2.1998
sul problema della radioattività in Valle di Susa.
Misure nei siti di Molaretto (Venaus) e Salbertrand.

Estratto dal progetto preliminare LTF del 31.01.2003,
Paragrafo 6 “Radioattività naturale”.

URANIO

Rilevazioni con contatore Geiger
a Chernobyl nel 1996, area "off limits": 1497 µsv/h (sul terreno)
Rilevazioni con contatore Geiger
a Chernobyl nella stessa area: 1671 µsv/h (nell'aria)
Rilevazioni con contatore Geiger
su campione di roccia della zona dell'eventuale tunnel di base
.
Legambiente Valsusa nel 1997 ha
fatto analizzare questa roccia dall'ARPA. E' un minerale di Uranio.
Le prove: Nel 1977 l'Agip chiede
licenza di cercare l'uranio in numerosi comuni valsusini.
1981: La Minatome chiede nuovi
permessi per ricercare uranio sul territorio francese nella zona del Moncenisio
1965: il CNR realizza uno studio
geo-petrografico sul massiccio d'Ambin
Da anni la stampa ha trattato
ampiamente l'argomento, solo alcuni ignorano il problema.
Chi vuole realizzare il tunnel......lo sa che in quelle montagne
troverà  anche l'uranio?


Ma Mammola di sicuro lo riconvertirà ...

Altri si sono accorti del problema dell’URANIO

Un breve sunto di un documento a cura di Massimo Zucchetti ed Enzo Mersi del Politecnico di Torino.

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AMIANTO

I MEDICI DI BASE della Valle di Susa denunciano i pericoli dovuti alla presenza di amianto e uranio nello smarino delle gallerie.

80 medici di base della valle di Susa firmano questo manifesto/documento.
Verrà distribuito nei loro studi a tutti i mutuati. Nessuna iniziativa del genere in Italia è mai stata portata avanti collettivamente dai medici di un territorio.

Queste sono le conclusioni del documento:
“La situazione che si prospetta per il nostro territorio è, a nostro avviso, estremamente preoccupante, tale da configurare la concreta possibilità di severi danni alla salute pubblica.
Come medici operanti in Val di Susa crediamo sia nostro dovere pretendere che siano attivate misure di sicurezza tali da impedire la contaminazione del nostro territorio.”

 

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Mortalità per tumori pleurici in Valle di Susa.

Uno studio sull’esposizione da amianto in Valle di Susa e Lanzo riguardante i Bovini (estratto).

La pericolosità dell’estrazione dell’amianto in Valle di Susa
A cura del dottor Edoardo Gays, specialista oncologo dell’ospedale S.Luigi di Orbassano
Una preoccupante valutazione medica di impatto ambientale relativa al secodo progetto preliminare di RFI.
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Osservazioni al secondo progetto preliminare di RFI
A cura del Prof. Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana

I punti trattati in questa relazione sono:

– Effetti del vento sulla dispersione di particelle d’amianto

– Rischio idrogeologico: precipitazioni intense e alluvioni

– Valutazione delle emissioni di gas serra in sede di costruzione dell’opera e a regime operativo

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La regione fa stampare un pieghevole sui rischi legati all’amianto

Un pieghevole fatto stampare dalla Regione Piemonte ci avverte del gravissimo rischio che si corre stando a contatto con le fibre di amianto… che ipocrisia!

Scarica il pieghevole sull’amianto

 

Vi proponiamo un interessante articolo a cura di Mario Cavargna, esperto ambientalista di Pro-Natura:

IL PROBLEMA DELL’AMIANTO ACCOMPAGNA LA STORIA RECENTE DELLA VALLE DI SUSA.

Dalla chiusura dopo una lunga battaglia delle cave di serpentino di Trana (ancora da bonificare) al ritrovamento nei sondaggi geognostici per la pista da bob a San Marco-Jouvenceaux. Ma probabilmente la vera sorpresa deve ancora arrivare, con la lunga gal­leria del cosiddetto tratto di “gronda nord” del tav.

La prima delle due gallerie del pro­getto interamente italiano della linea ad alta capacità ferroviaria Torino-Lione partirà da Caselette e arriverà a Novaretto. Una galleria che non è ancor chiaro se sarà a doppia canna, lunga oltre dieci chilometri. Il risultato sarà una quantità enorme di roccia portar fuori dalla montagna sotto forma di smarino, da ammassare chissà dove. Una roccia che secondo le carte geologiche e secondo studi vecchi di decenni contiene crisotilo, l’amianto di serpenti­no. La galleria dovrebbe iniziare nel­l’area tra il lago di Caselette e Grange di Brione, nel comune di Caselette, a una quota di circa 350 metri sul livello del mare. Se si mantenesse a tale quo­ta, bucando rima il Musinè, passereb­be ben al sotto delle deposizioni moreniche che sovrastano Almese e Villardora, passando dunque ancora nel cuore delle rocce verdi, fino alla fuo­riuscita, sempre a quota 350, poco pri­ma di Novaretto. Il tav incontrerebbe poi le stesse rocce, nella sua nuova galleria dalle cave Rotunno di Caprie fino al­meno al vallone del Gravio dopo Con­dove, prima che inizi la propaggine valsusina sopra Borgone del massiccio geologico “Dora-Maira” fatto di gneiss e che non può dunque contenere amianto. La bassa valle di Susa è il li­mite inferiore del “massiccio ultrabasi­co di Lanzo”, un grande massiccio geo­logico di montagne formate dalla stes­sa famiglia di rocce che nelle cartine specialistiche è segnalato con colorazio­ni verdi. Si estende dal monte San Vit­tore tra Corio e Balangero (a nord) fino al Musinè (a sud); dal confine con la pianura dello stesso Musinè (a est), fino a Torre del Colle. Sono le montagne color ruggine, perché il serpentino con­tiene ferro che a contatto con l’aria si ossida (altro problema). Secondo le carte geologiche, le rocce che incontreranno gli scavi della galleria Caselette-Novaretto sono le seguenti. Fino a poche decine di metri dall’imbocco, serpentinite. Poi, peridotite con presenza di serpentino fino, più o meno, all’altezza del concentrico di Almese. Poi, di nuovo serpentino sopra Almese, sotto il Messa, sopra Villardora all’altezza di borgata Vindrola. Da qui, fino allo sbocco dopo Torre del colle: prasiniti, che in linea di massima difficilmente contengono amianto.

Tutte rocce che fanno parte dello stesso massiccio geologico di Balangero. Anzi le serpentiniti sono esattamente le stesse del monte San Vittore della cava di amianto di Balangero dove per decenni si è estratto l’amianto più fibroso e dunque più pericoloso d’Europa (ma per questo anche di alta qualità tecnologica). La genesi di questi serpentini e la loro età è la stessa. Tutto lascia supporre perciò che anche le serpentiniti del Musinè e di Almese contengano crisotilo, l’amianto del serpentino.

In effetti, la sua presenza è già segnalata nella relazione di accompagnamento della carta geologica d’Italia, foglio 56, “Torino”; redatta dal servizio geologico d’Italia. La carta fu tracciata dai più illustri geologi degli anni ’60 che sono anche i più famosi conoscitori dell’amianto: Bonsignore, Bortolami, G.Elter, Sturani e Zanella. Qui, le peridotiti sono chiamate Lherzoliti e per la loro descrizione geologica si rimanda al lavoro di E. Sanero che nel 1932 scopri una notevole analogia del Musinè con le rocce a nord di Balangero. “Nella zona del Musinè – scrivono gli autori citando Sanero le lherzoliti sono essenzialmente composte da olivina sovente trasformata in serpentino (…) Le serpentiniti sono formate da serpentino con caratteri dell’antigorite e, più raramente, del crisotilo (amianto puro ndr)”. L’antigorite è una forma fibrosa compatta di colore verde, in pratica l’amianto compatto, poco pericoloso.

Dunque, che con la galleria del tav salterà fuori anche l’amianto ci sono pochi dubbi. Per definire il livello di pericolosità occorrerà attendere i sondaggi e le analisi corrette delle concentrazioni. Per queste analisi, ci hanno detto autorevoli geologi, è importante stabilire il criterio di campionatura. Infatti, non basta fare analizzare un campione di rocce verdi o di serpentino per stabilire la quantità di amianto media presente. Occorre analizzare campioni con diverse concentrazioni, a varie profondità e in zone il più possibile ravvicinate. Ci vorranno dunque un’infinità di campionature prima di potere eseguire analisi corrette.
Qui di seguito altri articoli.

Mammola, presidente commissione trasporti: “Amianto? Dove? Se c’è stiamo già pensando come riconvertirlo

Il Giornale – 27/2/2002

– La preoccupazione degli abitanti di Sauze d’Oulx, paese dove avrebbe dovuto sorgere la pista di bob delle olimpiadi del 2002: intervista al parroco ed al sindaco di Sauze d’Oulx. (Articolo tratto da lastampa.it)
A Sauze hanno evitato di costruire un impianto di bob… e per decine di kilometri di gallerie non c’è alcun problema?

– Intanto molte persone a Sauze d’Oulx sono già morte a causa del mesotelioma da amianto. (Articolo tratto da lastampa.it )

– La soluzione? Basterebbe non estrarre quelle rocce. (Articolo tratto da lastampa.it )

Ma nella nostra valle non c’è solo l’amianto ma anche l’uranio, che rappresenta un rischio ancora maggiore.
Non stiamo parlando di metalli contenenti uranio impoverito (Articolo tratto da lastampa.it ), parliamo di minerali di uranio.
Ed anche in questo caso alcuni anni fa l’uranio ha già ucciso.