Il Consiglio Comunale di Avigliana: no al tunnel
La Stampa del 9 luglio 2008 in un articolo di Maurizio Tropeano dal titolo “Avigliana boccia la Tav di Virano” spiega che i comitati si oppongono alla linea di Ferrentino.
II Consiglio comunale di Avigliana boccia l'accordo tecnico raggiunto nell'Osservatorio di Mario Virano e anche il documento FARE preparato dagli esperti indicati dalla Comunità Montana Bassa Valle perché le ipotesi «sono troppo penalizzanti per il proprio territorio».
Scrive Tropeano “alla prima prova politica la difficile mediazione raggiunta dal commissario straordinario e sostenuta con decisione dal presidente della Comunità Montana della Bassa Valsusa, Antonio Ferrentino, e da molti sindaci esce sconfitta. Vincono i comitati spontanei ed il No al tunnel”. Il no di Avigliana creerà un effetto boomerang sul voto Merlo, Esposito e Portas del Pd e uno della Pdl Napoli -lanciano un appello alla grande alleanza bipartisan per salvare la concertazione, la Tav (e forse Ferrentino) ma i consiglieri del PD di Avigliana votano con gli indipendenti per il no nonostante si siano mossi i “papaveri torinesi del PD”.
I parlamentari bipartisan
giurano che non si tratta di logiche consociative ma di coerenza. Il voto contrario
è arrivato ieri sera dopo un lungo dibattito aperto dalle considerazioni
del sindaco Carla Mattioli
che ha ribadito che «non c'è stato nessun via libera dei sindaci all'accordo di
Pra Catinat» e ha criticato il lavoro
dell'Osservatorio perché «invece di analizzare se fare l'opera Virano si è
concentrato su come fare l'opera».
Sono stati i consiglieri Indipendenti a sollevare il problema del rispetto dell'accordo di programma chiedendo non solo di bocciare il lodo Virano ma anche tutto il documento FARE.
AmbienteValsusa non può che ringraziare il sindaco Carla Mattioli la giunta e i consiglieri per la coerenza al programma elettorale con il quale sono stati eletti.
Le logiche costruttive, pardon, consociative degli “onorevoli bipartisan” cominciano a fare il loro effetto: precisamente il contrario di ciò che si aspettavano, perché i valsusini sanno ormai riconoscere i “bipartisan” ed i “papaveri” se proprio vogliono vanno a raccoglierli nei campi di grano.
La redazione AmbienteValsusa