NEAT–SHOCK

Sonntagsblick  22.10.2006

Nel tunnel fa troppo caldo Di Christian Dorer

Nel tunnel di base del Gottardo la roccia raggiunge la temperatura di 55 gradi. Ovvero 10 gradi di più del previsto! La tecnologia ed i sistemi di condizionamento d’aria dei treni non lo reggono.

Oltre i 40 gradi la situazione si fa critica – la roccia raggiunge temperature fino ai 50gradi. [didascalia sotto la fotografia con il treno ed il grafico delle temperature]

Nella parte attendibile del più recente rapporto NEAT si legge: “La stima delle temperature geologiche delle rocce per il tunnel di base del Gottardo nelle zone con maggiore copertura deve essere corretta verso l’alto di altri 10 gradi centigradi.”

Questo è l’ultimo NEAT-shock e si allinea nei ranghi delle altre notizie negative: sforamento dei preventivi, profili del tunnel troppo stretti, contestazioni sui materiali di risulta dello scavo.

Il consigliere nazionale del SVP Otto Laubacher (di anni 62, di Lucerna), Presidente della delegazione di supervisione della NEAT, conferma le ricerche del SonntagsBlick: “Ci hanno informati nell’ultima seduta. Ora dobbiamo aspettarci il peggio.”

Oltre i 40°C la situazione si fa critica

Quando dice “il peggio”, Laubacher intende che i treni nel tunnel rischiano il surriscaldamento. Infatti la “Berner Zeitung” riferisce che i treni operano senza problemi fino ai 40°C. Se fa più caldo il sistema elettronico della locomotiva non funziona più correttamente ed il sistema di condizionamento d’aria nelle carrozze si disinnesca. Negli scompartimenti si raggiungerebbe un calore insopportabile.

La settimana scorsa, durante un dibattito tenutosi a Brig (VS)  un rappresentante delle SBB (Ferrovie dello Stato svizzere, n.d.t.) Weibel (di anni 60) ha affrontato il problema: “ La roccia è più calda del previsto, il che comporta dei problemi le cui conseguenze al momento non sono quantificabili.

Si profilano costi aggiuntivi

Per il funzionamento del sistema è determinante non la temperatura della roccia, bensì quella dell’aria. Questa, a causa della corrente, è leggermente inferiore: secondo le misurazioni, si attesta leggermente al di sotto dei critici 40 gradi. Il responsabile dell’area tecnica della ditta scavatrice Alptransit, signor Oliver Bratschi (di anni 44) afferma: “ Nella simulazione abbiamo forzato la temperatura dell’aria e siamo giunti alla conclusione che questa non supera che di due gradi le stime”. Egli tuttavia non nasconde che questa stima può oscillare “di parecchi gradi” e che: “Di sicuro lo sapremo solo dopo l’apertura della linea”. Il che significa non prima del 2016.

Con la roccia più calda di quanto previsto dagli ingegneri, si annunciano costi aggiuntivi considerevoli. Ne consegue che nelle tratte tra Sedrun (GR) e Faido (TI) si dovrà pompare dell’aria fresca nel tunnel. Con questo sistema si abbatteranno le temperature da 5 fino a 10 gradi.

Bratschi quantifica una conseguenza  “nell’ordine di milioni” l’ammontare di costi aggiuntivi annui per le SBB. Ma non basta: “ L’intero funzionamento diventerà più complesso sia in termini di manutenzione, che di probabili guasti.

Un test del caldo per i Cisalpini

Roland Binz, portavoce delle SBB commenta: “Seguiamo lo sviluppo della situazione con attenzione. Mercoledì si è svolto a Olten (SO) un incontro tra i rappresentanti delle SBB e della ditta viennese RTA: questa dovrebbe sottoporre i nuovi treni “Cisalpini” a test di estreme oscillazioni di temperature. Dopo tutto questi in futuro dovranno sfrecciare a 250 Km/h attraverso il tunnel più lungo del mondo.

 

N.d.T. le lettere maiuscole tra parentesi indicano i Cantoni svizzeri.

Traduzione dal tedesco di Patrizia Franceschini