NEAT–SHOCK
Nel tunnel fa troppo caldo Di Christian Dorer
Nel tunnel di base
del Gottardo la roccia raggiunge la temperatura di 55 gradi. Ovvero
10 gradi di più del previsto! La tecnologia ed i sistemi di condizionamento
d’aria dei treni non lo reggono.
Oltre i 40 gradi la situazione si fa critica – la roccia raggiunge
temperature fino ai 50gradi. [didascalia sotto la
fotografia con il treno ed il grafico delle temperature]
Nella parte
attendibile del più recente rapporto NEAT si legge: “La stima delle temperature
geologiche delle rocce per il tunnel di base del Gottardo nelle zone con
maggiore copertura deve essere corretta verso l’alto di altri
10 gradi centigradi.”
Questo è l’ultimo
NEAT-shock e si allinea nei ranghi delle altre notizie negative: sforamento dei
preventivi, profili del tunnel troppo stretti, contestazioni sui materiali di risulta dello scavo.
Il consigliere
nazionale del SVP Otto Laubacher (di anni 62, di
Lucerna), Presidente della delegazione di supervisione della NEAT, conferma le
ricerche del SonntagsBlick: “Ci hanno informati nell’ultima seduta. Ora dobbiamo
aspettarci il peggio.”
Quando dice “il
peggio”, Laubacher intende che i treni nel tunnel rischiano il
surriscaldamento. Infatti la “Berner Zeitung”
riferisce che i treni operano senza problemi fino ai 40°C. Se fa più caldo il
sistema elettronico della locomotiva non funziona più
correttamente ed il sistema di condizionamento d’aria nelle carrozze si
disinnesca. Negli scompartimenti si raggiungerebbe un calore insopportabile.
La settimana
scorsa, durante un dibattito tenutosi a Brig (VS) un rappresentante delle SBB (Ferrovie
dello Stato svizzere, n.d.t.) Weibel (di anni 60) ha affrontato il problema: “
La roccia è più calda del previsto, il che comporta dei problemi le cui
conseguenze al momento non sono quantificabili.
Per il
funzionamento del sistema è determinante non la
temperatura della roccia, bensì quella dell’aria. Questa, a causa della
corrente, è leggermente inferiore: secondo le misurazioni, si attesta
leggermente al di sotto dei critici 40 gradi. Il
responsabile dell’area tecnica della ditta scavatrice Alptransit, signor Oliver
Bratschi (di anni 44) afferma: “ Nella simulazione
abbiamo forzato la temperatura dell’aria e siamo giunti alla conclusione che
questa non supera che di due gradi le stime”. Egli tuttavia non nasconde che
questa stima può oscillare “di parecchi gradi” e che: “Di sicuro lo sapremo
solo dopo l’apertura della linea”. Il che significa non prima del 2016.
Con la roccia più
calda di quanto previsto dagli ingegneri, si annunciano costi aggiuntivi
considerevoli. Ne consegue che nelle tratte tra Sedrun (GR) e Faido (TI) si
dovrà pompare dell’aria fresca nel tunnel. Con questo sistema si abbatteranno
le temperature da 5 fino a 10 gradi.
Bratschi
quantifica una conseguenza
“nell’ordine di milioni” l’ammontare di costi aggiuntivi annui
per le SBB. Ma non basta: “ L’intero funzionamento diventerà più complesso sia
in termini di manutenzione, che di probabili guasti.”
Roland Binz, portavoce
delle SBB commenta: “Seguiamo lo sviluppo della situazione con attenzione.” Mercoledì si è svolto a Olten
(SO) un incontro tra i rappresentanti delle SBB e della ditta viennese RTA:
questa dovrebbe sottoporre i nuovi treni “Cisalpini” a test di estreme
oscillazioni di temperature. Dopo tutto questi in
futuro dovranno sfrecciare a 250 Km/h attraverso il tunnel più
lungo del mondo.
N.d.T. le lettere
maiuscole tra parentesi indicano i Cantoni svizzeri.
Traduzione dal tedesco di Patrizia Franceschini