In questa pagina sono trattate le problematiche ambientali legate al TAV.
Tuttavia la Valle di Susa vive tante altre situazioni di inquinamento, potete
trovare informazioni su quest'ultime qui:
Linserimento nella nostra stretta valle di una nuova grandiosa opera risulta chiaramente improponibile. Un ambiente già frammentato dallautostrada, la ferrovia, due statali, molteplici strade provinciali e comunali, acquedotti, condutture del gas, linee elettriche aeree ed interrate, canali, rii e torrenti, colline moreniche, laghi, monumenti e reperti storici un poco ovunque.
Se l'opera venisse costruita, la difficoltà maggiore sarebbe nel mantenimento della qualità della vita e del valore residenziale dell'area - quindi dei risparmi investiti per generazioni nelle case, scuole, ospedali, chiese, capannoni, attività economiche, coltivazioni agricole. Non si può pensare che migliaia di persone possano subire una perdita economica non adeguatamente valutata e conseguentemente indennizzata; né alcun valore affettivo, culturale, storico o paesistico può essere tradotto in denaro e indennizzato.
I progetti presentati
da Alpetunnel prevedono la produzione di smarino, estratto dalle diverse gallerie,
per un volume di oltre 15 milioni di metri cubi, una montagna di inerti grande
come 6 piramidi di Cheope. Nonostante i problemi emersi sulle rocce friabili
"carniole" presenti sotto al massiccio d’Ambin, sulla enorme quantità d’acqua
esistente all’interno della montagna, sulla presenza di sacche interne di gas,
e l'alta temperatura della roccia sotto una copertura di circa 3000 metri (prevista
intorno ai 45 gradi centigradi), non si hanno ripensamenti. Non si valutano
le conseguenze di un abbassamento della falda all’interno delle montagne attraversate
(vedi
Mugello), con conseguenze impensabili per i nostri acquedotti, né alcuno
studio (tra i tanti che ci dicono aver realizzato) ha preso in considerazione
l’esistenza di vene di ossidi di uranio
nella zona degli eventuali scavi. Che dire poi dei tempi di cantierizzazione?
O del rilevato con il quale si ostruirebbe gran parte della Valle Cenischia?
Ed ancora, del fatto che in bassa valle la linea è ipotizzata sospesa a mezz'aria
su un viadotto alto 8/9 metri?
La sezione della linea che dovrebbe svolgersi allo scoperto è destinata a produrre
problemi gravissimi di inquinamento acustico
negli abitati, in alcuni casi non mitigabili; in altri, mitigabili solo con
barriere più alte del treno, con le conseguenze paesaggistiche che ciascuno
può immaginare.
La costruzione della linea trasformerebbe buona parte del fondo valle in un corridoio di servizio industriale. Non a caso qualcuno degli architetti al servizio dei proponenti proponeva di cogliere l'occasione per ridisegnare urbanisticamente l’intera valle. Tradotto in italiano, significa costringere migliaia di persone a spostarsi; è la soluzione Malpensa, pensata in grande.
Nessuna linea con tali caratteristiche è stata finora realizzata all’interno di una vallata alpina. Nessuno studio serio esiste a proposito sulle modalità di propagazione del rumore. Indipendentemente dalla situazione particolare, i valori di emissione acustica presentati da Italferr e fatti propri da TAV per la valutazione di impatto della Milano-Bologna e della Milano-Torino sono inattendibili e edulcorati.
Visitate questo link, troverete le foto dei lavori di costruzione che devasterebbero definitivamente la Valle se la linea fosse realizzata.
Ma tutta quella roccia che verrebbe estratta dalle
nostre montagne, dove la metteranno? Magari vicino alle nostre case?
Una risposta a queste domande è stata fornita in un documento a cura
dell'Associazione Habitat.
Documento sullo smarino della gronda
TRA SUV E TAV CI PERDIAMO IL SOL
Riflessioni sul rapace uso del suolo e dell’energia e le conseguenze irreversibili
sul clima e sul territorio
Luca Mercalli, SMI redazione Nimbus - 8 giugno 2004
Leggiamo con estremo piacere queste riflessioni di Luca Mercalli comparse da poco sul sito dell'SMI, Nimbus.
Nelle pagine redatte da Luca Mercalli, che ricordiamo a fianco di Fabio Fazio nella trasmissione TV "Che tempo che fa", viene trattato il tema del TAV (ma non solo) in maniera impeccabile. Nell'ipertesto l'opposizione al treno ad alta velocità si va ad inquadrare in un'ottica più ampia dove la scienza e il buon senso la fanno da padrone.
Vi invitiamo a leggere tutti i capitoli del mini trattato, anche quelli non strettamente connessi al TAV, ne vale veramente la pena!
LA PROCURA FIORENTINA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA SCOMPARSA DEI CORSI D’ACQUA NEL MUGELLO
Dagli amici di Legambiente Mugello
La Procura fiorentina poco prima di Natale ha richiesto un nuovo rinvio a giudizio
sulla vicenda TAV in relazione all'inquinamento e alla scomparsa dei corsi d'acqua
nel Mugello.
Il presente documento indica i dati
essenziali del decreto di tre pagine pubblicato sui
quotidiani La Nazione e La Repubblica.
Nel decreto vi sono i nomi degli imputati e le persone offese: tanti cittadini
del Mugello privati dell'acqua negli ultimi 4 anni.