Da anni ci occupiamo della
Torino-Lyon e della TAV, dal 2001 su questo sito abbiamo analizzato le questioni
ambientali, trasportistiche, economiche, tecniche.
Oggi siamo consapevoli che i problemi tecnici ed ambientali per la Torino-Lyon
sarebbero enormi, sappiamo che l’economia dell’intero paese è
in pericolo a causa di opere simili, che queste linee TV/TAC sono ininfluenti
ai fini trasportistici in Italia.
La questione è dunque politica. D’altronde ce lo siamo sentito
dire decine di volte parlando con i promotori: la scelta della realizzazione
è puramente politica, altre ragioni non ne esistono! Proviamo dunque
a capire cosa ne pensano gli esperti.
Nel mese di ottobre 2006, a seguito
di un servizio televisivo de "Le Iene", Prodi si stupisce del
costo stratosferico del Tav italiano. Prodi : "La nostra TAV costa
il triplo di quella francese. Perchè?" L'Unità in quei
giorni uscì con questo titolo. |
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Già diversi anni fa, un ex
parlamentare della commissione antimafia indagando sul Tav Roma-Napoli
scoprì che chi doveva essere controllato in realtà era il
controllore. Leggi l'articolo. |
Già durante il governo precedente
un settimanale di larga tiratura aveva indagato sui costi del Tav scoprendo
che la spesa ad opere completate sarebbe stata di 42,9 + 42,6 miliardi
di Euro. Evidentemente nessuno aveva letto i giornali. |
La metamorfosi di FS è andata
di pari passo con l'ostinazione di volere a tutti costi il Tav. |
Già al tempo di "mani pulite" l'intreccio tra pubblico e privato aveva procurato i primi arresti per tangenti. II giudici di La Spezia indagarono qualche anno
dopo proprio sugli appalti ferroviari del Tav, ma col passare del tempo
tutti dimenticarono
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Si parla tanto di libero mercato ma parve subito essenziale alle aziende private evitare la concorrenza. Proprio tra Natale e Capodanno del '92, il Parlamento italiano realizzò la legge che rendeva possibile evitare l'appalto europeoroprio tra Natale e Capodanno del '93, il parlamento italiano realizzò la legge che rendeva possibile evitare l'appalto europeo. I partiti in quel momento in maggioranza non intuirono il rischio a cui si andava incontro e che si manifestò subito con l'aumento dei costi di costruzione.
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Da un articolo
di Gianni Barbacetto apparso su Diario, si capiscono alcune modifiche
legislative attuate dal Governo Berlusconi e dai suoi ministri per semplificare
procedure e tempi di realizzazione delle grandi opere, Tav soprattutto.
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Costruire in fretta con pochi controlli,
lasciando ai privati la progettazione e realizzazione può creare
l'aumento dei prezzi. |
Mancavano i soldi, si usarono anche
quelli della Cassa
depositi e prestiti (soldi pubblici) per capitalizzare società
pubbliche di diritto privato. |
Il sistema dei controlli sulle opere pubbliche evidentemente non è perfetto, questo non vuole dire che tutti siano stati a guardare in silenzio. La Corte dei Conti, d'altronde, ha sempre svolto bene il suo ruolo ed anche questa volta ha denunciato il rischio che si corre: che lo stato si trovi negli anni a dover coprire un debito enorme derivante dalle grandi opere, per gli interessi da pagare alle banche e per restituire i capitali ottenuti dal sistema bancario. Quasi contemporaneamente anche Ferdinando Imposimato, senatore DS presso la Commissione Anti Mafia, denunciava inascoltato, le storture del sistema. |
Ulteriori elementi hanno complicato la situazione: le penali sulle opere incompiute e le contestazioni territoriali e sociali contro queste opere. Riguardo alle penali una legge dello Stato prevede il pagamento da parte del committente (in genere lo stesso Stato) al General Contractor, allorchè la realizzazione delle opere sia sospesa dagli enti pubblici o se appaltata risulti tecnicamente non realizzabile. Il Ponte di Messina sarebbe costato 3,9 miliardi di Euro, la penale pare sia di circa 400 milioni di €, il 10% sull'intera opera. La Torino-Lyon costerebbe attorno a 16 miliardi di €, la penale, in caso di mancata costruzione sarebbe di 1,6 miliardi di €: c'è chi si accontenterebbe delle penali. |
Chiunque avrà capito che
a queste condizioni l'importante è che i prezzi lievitino.... Speciale No-Tav: |
A pensare male non si sbaglia quasi mai, diceva Giulio Andreotti: l'hanno fatto senatore a vita. Oggi c'è chi dice di non sbagliare se pensa che mancando le risorse per le grandi opere si dovrà attingere nelle uniche tasche in cui c'è ancora qualcosa: quelle degli italiani. Ecco che si dirottano parte dei contributi INPS futuri dei lavoratori dalle aziende al fondo INPS per le infrastrutture. Forse servirebbe una banca che li gestisca ...magari utilizzerano la Banca-Cassa depositi e prestiti S.p.A. che forse nascerà?
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Basta con il pessimismo! |
La Torino-Lyon non è che una piccola parte della possibile "grande abbuffata". Forse l'antipasto è l'eventuale contributo europeo sulla tratta internazionale. Un miliardo di euro sui venti necessari. Ma la stangata che incombe su ogni italiano solo a causa di questa opera è enorme: come una finanziaria.
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Ognuno
avrà tratto le sue conclusioni da questa breve esposizione circa gli
interessi che stanno dietro al Tav. Un tempo qualcuno avrebbe parlato di questione
morale, ma i tempi cambiano…
Padre Alex Zanotelli sulla questione ha qualcosa da dirci. Guarda questo video.
Noi in Valle di Susa siamo stati fortunati perchè siamo l'ultimo tassello
di questo domino infernale che può mettere in ginocchio il Paese.
Per
anni ci siamo chiesti perchè i proponenti ripetessero sempre gli stessi
slogan. Nessuno di loro che spiegasse con ragioni convincenti la necessità
della Torino-Lyon. Sempre gli stessi slogan…D'Alema...Chiamparino...ma
per qualcuno i politici cominciano ad esagerare
con questi slogan.
Da anni
piovono critiche sui progetti TAV, a titolo d’esempio si veda la
Valutazione di Legambiente Emilia Romagna del progetto Alta Velocità
in Italia. Nessuno è mai stato ascoltato, la decisione
era presa da tempo, magari "a tavolino" una decisione politica. Una
di quelle decisioni con cui si tende a "non scontentare nessuno" (a
parte i contribuenti naturalmente).
Le scelte sono politiche, se qualcuno avesse dei dubbi si legga la sintesi di uno studio dal titolo "Dove sono le ragioni del sì?" di Antonio G.Calafati realizzato con agli studenti di un corso di “Analisi delle Politiche Pubbliche” dell'Università di Ancona.
Evidentemente l'informazione, pardon la propaganda, è
l'altro pilastro di questo grande affare.
Ultimo aggiornamento dicembre 2008: si conferma la tesi di questo comento realizzato a fine 2006, La Torino-Lyon servirà per "far viaggiare" i nostri risparmi postali? "CDP, l'ultimo "scippo" il risparmio postale cambia padrone" Così titola Affari e Finanza, inserto finanziario di Repubblica. E naturalmente per i piccoli imprenditori lavoro niente!