Da anni ci occupiamo della Torino-Lyon e della TAV, dal 2001 su questo sito abbiamo analizzato le questioni ambientali, trasportistiche, economiche, tecniche.
Oggi siamo consapevoli che i problemi tecnici ed ambientali per la Torino-Lyon sarebbero enormi, sappiamo che l’economia dell’intero paese è in pericolo a causa di opere simili, che queste linee TV/TAC sono ininfluenti ai fini trasportistici in Italia.
La questione è dunque politica. D’altronde ce lo siamo sentito dire decine di volte parlando con i promotori: la scelta della realizzazione è puramente politica, altre ragioni non ne esistono! Proviamo dunque a capire cosa ne pensano gli esperti. 

Nel mese di ottobre 2006, a seguito di un servizio televisivo de "Le Iene", Prodi si stupisce del costo stratosferico del Tav italiano. Prodi : "La nostra TAV costa il triplo di quella francese. Perchè?" L'Unità in quei giorni uscì con questo titolo.

Ma oggi sappiamo di più: su L'Espresso del 27 dicembre 2006 con una tabella di Nuova Quasco si evidenzia che L'Alta velocità in Giappone costa 8 volte meno che in Italia con tempi di realizzazione di circa la metà.
Altri interrogativi per Prodi?

Già diversi anni fa, un ex parlamentare della commissione antimafia indagando sul Tav Roma-Napoli scoprì che chi doveva essere controllato in realtà era il controllore. Leggi l'articolo.

Perfino il commissario anticorruzione Gianfranco Tatozzi dimettendosi afferma: "Impossibile una politica seria".
Evidentemente i controllori non piacciono a nessuno, aveva indagato sulle cartolarizzazioni.

Già durante il governo precedente un settimanale di larga tiratura aveva indagato sui costi del Tav scoprendo che la spesa ad opere completate sarebbe stata di 42,9 + 42,6 miliardi di Euro. Evidentemente nessuno aveva letto i giornali.
Si noti bene che con 35,6 miliardi di € si potrebbero sistemare tutti i 16.000 km di linee esistenti.
Quasi il 62% delle linee attuali è a binario unico, dove maggiori sono gli incidenti.
Quasi il 34% delle linee ferroviarie sono ancora da elettrificare.
Questo è il dato di cui noi tutti ed anche Prodi dovremmo stupirci. Studi più recenti del WWF stimano che i costi per il TAV in Italia siano molto
più alti.
Qualche esperto ha già dichiarato che queste stime sono già superate, avvicinandoci ormai a 200 miliardi di euro; presto inseriremo i dati aggiornati.

Ma esiste confusione in casa RFI.
Non stupitevi se la priorità non è più il trasporto di massa, quello dei pendolari ad esempio, con relativa pulizia e riscaldamento dei vagoni, non stupitevi se la puntualità dei treni e la sicurezza ai passaggi a livello non viene neppure citata. Ormai RFI stravede solo per l’Alta Velocità”… ed i risultati si vedono!

Anche di questo i decisori politici dovrebbero preoccuparsi

La metamorfosi di FS è andata di pari passo con l'ostinazione di volere a tutti costi il Tav.
Le implicazioni sono:
sul bilancio dello Stato, sul funzionamento della Cassa Depositi e Prestiti, sulla cartolarizzazione (vendita dei Beni dello Stato), sui finanziamenti europei, forse anche sull'INPS (fondo infrastrutture).
Per comprendere i vari passaggi è necessario capire il "montaggio finanziario", le nuove norme legislative e quali rischi si corrono secondo la Corte dei Conti.

Già al tempo di "mani pulite"  l'intreccio tra pubblico e privato aveva procurato i primi arresti per tangenti.

II giudici di La Spezia indagarono qualche anno dopo proprio sugli appalti ferroviari del Tav, ma col passare del tempo tutti dimenticarono
Le aziende private continuarono a creare nuove società che si aggiudicavano la progettazione e la realizzazione delle grandi opere. Nessun privato però fu mai interessato a gestirle; forse perché potevano non essere redditizie: ai privati gli utili della realizzazione, allo Stato le perdite della gestione
.

Si costituiscono quindi vari consorzi attraverso società controllate che svolgono la funzione di capogruppo. Leggi.

Si parla tanto di libero mercato ma parve subito essenziale alle aziende private evitare la concorrenza. Proprio tra Natale e Capodanno del '92, il Parlamento italiano realizzò la legge che rendeva possibile evitare l'appalto europeoroprio tra Natale e Capodanno del '93, il parlamento italiano realizzò la legge che rendeva possibile evitare l'appalto europeo.

I partiti in quel momento in maggioranza non intuirono il rischio a cui si andava incontro e che si manifestò subito con l'aumento dei costi di costruzione.

Dal sito TAV S.p.A., si rileva peraltro che tra i General Contractor ci sono numerose cooperative (CCC, CMC, CRPC, CER ecc.), alcune di queste vengono anche definite "Cooperative rosse".
Vedi qui e qui per l’elenco GC.

Da un articolo di Gianni Barbacetto apparso su Diario, si capiscono alcune modifiche legislative attuate dal Governo Berlusconi e dai suoi ministri per semplificare procedure e tempi di realizzazione delle grandi opere, Tav soprattutto.

Colpisce la successione temporale delle leggi causata evidentemente dalla necessità di risolvere i problemi che via via si presentavano.

Costruire in fretta con pochi controlli, lasciando ai privati la progettazione e realizzazione può creare l'aumento dei prezzi.
Creare società private finanziandole con i soldi pubblici è un gioco pericoloso. Infatti l’ Unione Europea se ne accorse ed obbligò l'Italia a rientrare nei parametri di Maastricht, tramite il famoso "Patto di stabilità".
Intanto la camorra i suoi "affari" li aveva già fatti, alla faccia del Patto di stabilità, come denuncia il magistrato Ferdinando Imposimato.

Speciale No-Tav: Storie di malaffare.

Mancavano i soldi, si usarono anche quelli della Cassa depositi e prestiti (soldi pubblici) per capitalizzare società pubbliche di diritto privato.
La domanda è una: se si utilizzano allegramente i soldi pubblici in una società di diritto privato si rischia la galera allo stesso modo come se si utilizzano male soldi pubblici in una società di diritto pubblico? Nella risposta sta un pezzo della nostra storia.
Ma i soldi non bastavano ed hanno dovuto vendere gran parte dei beni immobiliari pubblici.
A questo punto se servono altri soldi si ricorre alle banche.
Patrimonio S.p.A. e Infrastrutture S.p.A. hanno le casse vuote e vengono inglobate nella Cassa depositi e prestiti...E a questo punto che la Cassa depositi e prestiti potrebbe diventare una banca...una S.p.A.
Insomma, una mina vagante nei conti pubblici, magari ben nascosta, ma pur sempre una pericolosa voragine pronta ad aprirsi da un momento all’altro. Il settimanale Diario ne ha parlato fin dal 2004…ed ha fatto tutti i nomi.

Il sistema dei controlli sulle opere pubbliche evidentemente non è perfetto, questo non vuole dire che tutti siano stati a guardare in silenzio. La Corte dei Conti, d'altronde, ha sempre svolto bene il suo ruolo ed anche questa volta ha denunciato il rischio che si corre: che lo stato si trovi negli anni a dover coprire un debito enorme derivante dalle grandi opere, per gli interessi da pagare alle banche e per restituire i capitali ottenuti dal sistema bancario.

Quasi contemporaneamente anche Ferdinando Imposimato, senatore DS presso la Commissione Anti Mafia, denunciava inascoltato, le storture del sistema.

Ulteriori elementi hanno complicato la situazione: le penali sulle opere incompiute e le contestazioni territoriali e sociali contro queste opere. Riguardo alle penali una legge dello Stato prevede il pagamento da parte del committente (in genere lo stesso Stato) al General Contractor, allorchè la realizzazione delle opere sia sospesa dagli enti pubblici o se appaltata risulti tecnicamente non realizzabile.

Il Ponte di Messina sarebbe costato 3,9 miliardi di Euro, la penale pare sia di circa 400 milioni di €, il 10% sull'intera opera.

La Torino-Lyon costerebbe attorno a 16 miliardi di €, la penale, in caso di mancata costruzione sarebbe di 1,6 miliardi di €: c'è chi si accontenterebbe delle penali.

Chiunque avrà capito che a queste condizioni l'importante è che i prezzi lievitino....
e se non si deve lavorare...meglio.

Speciale No-Tav:
Sistema dell'Alta Velocità come enorme truffa.

A pensare male non si sbaglia quasi mai, diceva Giulio Andreotti: l'hanno fatto senatore a vita.

Oggi c'è chi dice di non sbagliare se pensa che mancando le risorse per le grandi opere si dovrà attingere nelle uniche tasche in cui c'è ancora qualcosa: quelle degli italiani.

Ecco che si dirottano parte dei contributi INPS futuri dei lavoratori dalle aziende al fondo INPS per le infrastrutture.

Forse servirebbe una banca che li gestisca ...magari utilizzerano la Banca-Cassa depositi e prestiti S.p.A. che forse nascerà?

 

Basta con il pessimismo!
Siamo italiani, chi meglio di noi sa fare i miracoli nei momenti di difficoltà?
Ce la caveremo anche questa volta? Chissà...in fondo è solo un gioco di equilibrismo

La Torino-Lyon non è che una piccola parte della possibile "grande abbuffata". Forse l'antipasto è l'eventuale contributo europeo sulla tratta internazionale. Un miliardo di euro sui venti necessari.

Ma la stangata che incombe su ogni italiano solo a causa di questa opera è enorme: come una finanziaria.

Saranno soprattutto i giovani a pagare per tutti un'opera inutile per che la linea Torino-Modane esistente non è satura.

Ognuno avrà tratto le sue conclusioni da questa breve esposizione circa gli interessi che stanno dietro al Tav. Un tempo qualcuno avrebbe parlato di questione morale, ma i tempi cambiano…
Padre Alex Zanotelli sulla questione ha qualcosa da dirci. Guarda questo video.

Noi in Valle di Susa siamo stati fortunati perchè siamo l'ultimo tassello di questo domino infernale che può mettere in ginocchio il Paese.

Per anni ci siamo chiesti perchè i proponenti ripetessero sempre gli stessi slogan. Nessuno di loro che spiegasse con ragioni convincenti la necessità della Torino-Lyon. Sempre gli stessi slogan…D'Alema...Chiamparino...ma per qualcuno i politici cominciano ad esagerare con questi slogan.

Da anni piovono critiche sui progetti TAV, a titolo d’esempio si veda la Valutazione di Legambiente Emilia Romagna del progetto Alta Velocità in Italia. N
essuno è mai stato ascoltato, la decisione era presa da tempo, magari "a tavolino" una decisione politica. Una di quelle decisioni con cui si tende a "non scontentare nessuno" (a parte i contribuenti naturalmente).

Le scelte sono politiche, se qualcuno avesse dei dubbi si legga la sintesi di uno studio dal titolo "Dove sono le ragioni del sì?" di Antonio G.Calafati realizzato con agli studenti di un corso di “Analisi delle Politiche Pubbliche” dell'Università di Ancona.

Evidentemente l'informazione, pardon la propaganda, è l'altro pilastro di questo grande affare.

Ultimo aggiornamento dicembre 2008: si conferma la tesi di questo comento realizzato a fine 2006, La Torino-Lyon servirà per "far viaggiare" i nostri risparmi postali? "CDP, l'ultimo "scippo" il risparmio postale cambia padrone" Così titola Affari e Finanza, inserto finanziario di Repubblica. E naturalmente per i piccoli imprenditori lavoro niente!