CHI SIAMO

I files e documenti di questo sito internet sono tutti interamente utilizzabili da chiunque si adoperi contro gli sprechi e le opere pubbliche inutili, purchè non ne venga alterato
il contenuto e ne sia citata la fonte (www.ambientevalsusa.it).


Si ringraziano WWF, Pronatura, Comitato Habitat Valsusa ed i vari comitati locali per averci costantemente inviato documenti, notizie, fotografie e filmati sul TAV
in modo da permetterci un continuo aggiornamento di questo sito.

Ci occupiamo di TAV, in particolare della linea Torino Lyon, su cui si sono sprecati fiumi di inchiostro e probabilmente di denaro pubblico, senza per ora realizzare nemmeno un metro di nuovi binari. Inoltre approfitteremo dello spazio web per occuparci anche delle altre gravi criticità ambientali riguardanti la Valle di Susa. In particolare cercheremo di svolgere questo compito ragionando della nostra valle come una parte di un territorio ben più vasto, da tempo sotto attacco; ragionando sui disastri già avvenuti, perchè non accadano più. Il Mugello rispetto al TAV può essere un esempio emblematico di questi disastri ambientali, purtroppo ne esistono molti altri riguardanti l'inquinamento, lo smaltimento di rifiuti, gli sprechi e l'accaparramento della risorsa acqua a fini di lucro.
Rispetto al TAV i documenti riportati su questo nuovo sito riprendono, fino al 21 luglio 2007, parte delle attività svolte da questa redazione in collaborazione con il circolo Legambiente
Valle di Susa. Va precisato che il vecchio sito Legambientevalsusa si è sempre occupato di TAV ed è nato esclusivamente con questo intento. A causa della diffida formale della presidenza regionale di Legambiente Piemonte, l'intera Redazione ha deciso di continuare ad occuparsi delle tematiche ambientali del territorio, con l'aiuto di nuovi amici, svincolandosi però totalmente dalle politiche di Legambiente Nazionale e dai rappresentanti politici e legali di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta che agiscono evidentemente a cascata anche sul direttivo del circolo Legambiente Valle di Susa di Bussoleno.
Il lavoro svolto dal 2000 al 2007 rappresenta una parte della storia del movimento NO TAV. La redazione di Ambiente Valsusa si sente libera di utilizzare il materiale prodotto in questi anni poichè è stato realizzato unicamente col contributo economico ed organizzativo della Redazione stessa. Si ringraziano in ogni caso i numerosissimi collaboratori ed esperti di trasporti e tecnici vari che ci hanno permesso di utilizzare parte dei loro testi, immagini e filmati, e contiamo di potrer continuare a pregiarci di questa preziosa e puntuale collaborazione che è stata fondamentale per l'aggiornamento costante del sito.

Gli argomenti di cui parlare non mancano e qualche buona idea crediamo di aver dimostrato di averla, perciò la storia continua con una nuova avventura, nuovi stimoli e soprattutto con la collaborazione di persone di insiscussa capacità, esperti che contribuiranno attivamente con scritti, analisi e documenti sui vari argomenti trattati.


Civilizziamo il cyberspazio

Internet, per la nostra "attività", costituisce un mezzo fondamentale di lavoro. La mole di informazioni che attualmente vengono scambiate tramite posta elettronica, rende necessaria l'acquisizione da parte di tutti gli utenti, delle nozioni elementari atte a sfruttare nella maniera corretta tale risorsa, pena: la fine della gestibilità del mezzo.

Mettendo in atto piccoli accorgimenti che non richiedono nessuna particolare nozione informatica, ma solo un po' di buona volontà, non solo sarà possibile scongiurare una saturazione delle risorse informatiche e umane, ma riusciremo a incrementare sensibilmente l'efficacia della nostra attività su Internet e quindi nel mondo reale.

Per questi e altri motivi ambientevalsusa, ha pensato di redarre un documento sul corretto utilizzo della posta elettronica dal titolo:

E-mail e netiquette

Seguite questo link per ottenere il documento in formato html e pdf.

Attendiamo proposte e suggerimenti a questa casella: webmaster@ambientevalsusa.it



- IL SITO OGGI

          - Il sistema dei trasporti nell'Area Metropolitana Torinese
          - Quando il più grave impatto ambientale è la politica
          - Breve storia dell'Alta Velocità in Valle di Susa e dell'opposizione degli abitanti


- CONTATTI

Il traforo e l'autostrada del Frejus

La lunghissima attività di opposizione e di controinformazione attorno alla realizzazione del traforo autostradale e conseguentemente dell'autostrada del Frejus condotta con mezzi impari e con scarso coinvolgimento delle Amministrazioni Locali, che rimane tuttavia una testimonianza storica di denuncia preventiva della maggior parte dei problemi generati dai cantieri, ma soprattutto dall'apertura al traffico di una ulteriore pesante attrezzatura di un già affollato corridoio di transito in una stretta vallata alpina. Attività che si è poi collegata con le analoghe lotte condotte lungo tutto l'arco alpino e in particolare sui versanti austriaco ed elvetico attraverso la fondazione di SOS Tansit .
Attività che ha comunque contribuito, attraverso una scelta sofferta, al varo di un Protocollo di Intesa Tra la Società Concessionaria per la realizzazione delle opere, la Sitaf e la Regione Piemonte che ha permesso importanti modifiche progettuali della tratta Rivoli - Susa dell'autostrada. Ma ha soprattutto imposto l'assunzione di impegni precisi per la realizzazione e la gestione dell'opera in un'epoca in cui la normativa europea sulla Valutazione di Impatto Ambientale non era ancora stata recepita nel nostro paese.


Il megaelettrodotto Grand Ile - Moncenisio - Piossasco

L'azione di denuncia e di informazione sulla pericolosità degli elettrodotti 380 Kv, che attraversano la valle e che era in programma di raddoppiare per permettere il trasporto dalla Francia del surplus di energia di prevalente origine elettronucleare; azione che ha consentito di bloccare un programma che si è dimostrato quantomeno superfluo vista l'efficacia della successiva politica di razionalizzazione e riduzione dei consumi energetici che non è assolutamente avvenuto a scapito né degli investimenti industriali né del benessere individuale.
La correlata azione di denuncia della pericolosità degli impianti atomici presenti vicino alle frontiere italiane; in particolare della centrale alimentata a plutonio di Creys Melville denominata "SuperPhenix", realizzata e gestita da Edf in compartecipazione con Enel), chiusa definitivamente nel 1999 proprio a causa della sua manifesta pericolosità.
(Una pericolosità dimostrata da uno stillicidio di guasti e dalle successive e sempre più prolungate riparazioni"e denunciata invano per anni dalle associazioni presenti in valle).


Il Progetto Idroelettrico dell'AEM

Più recentemente la nostra associazione, sempre in stretta collaborazione con ProNatura, ha evidenziato i rischi connessi alla costruzione dell'impianto idro-elettrico AEM di Salbertrand-Pont Ventoux costituita da decine di km di gallerie idrauliche scavate nel massiccio di Ambin che conducono alla megacentrale da realizzare interamente in Caverna nel Comune di Venaus.
In particolare si è fatto rilevare come la presenza di vene uranifere di pekblenda nelle viscere del massiccio dell'Ambin possa costituire un grave rischio per le popolazioni ed i lavoratori nel caso in cui queste venissero intercettate durante i lavori.
Soprattutto si è sottolineato come di tale possibile presenza, documentata per anni nella letteratura scientifica geologica e mineraria, non vi fosse la benché minima traccia nei pur ponderosi (e costosi) studi di impatto ambientale commissionati dai proponenti!
Poi, dopo aver ottenuto certificazione dalla competente A.R.P.A. di Ivrea sulle proprietà radioattive di campioni di minerali prelevati in loco, si è proceduto a informare il servizio di Prevenzione dell' ASL di Collegno perché provvedesse ad avviare le opportune attività di monitoraggio mentre si è indirizzato un esposto alla Magistratura competente per l'accertamento di eventuali negligenze o - cosa più grave - di possibili responsabilità.
Solo grazie alla conseguente azione di monitoraggio avviata dall'ASL ci sono oggi maggiori garanzie per i cittadini, ma anche per chi lavora nei cantieri, ( in questi casi è anche possibile incappare in sacche di gas Radon all'interno delle gallerie!)
In ogni caso gli enormi problemi sottovalutati in fase progettuale ed emersi solo in fase di realizzazione dell'opera confermano tutti i nostri dubbi. A cominciare dal rischio di depauperare l'enorme patrimonio idrico presente all'interno dei monti, che a causa dei lavori è stato praticamente prosciugato. O quello che tutta una zona fluviale da Oulx a Susa, lungo la Dora Riparia, venga per sempre compromessa.
Senza contare che la costruzione di due bacini artificiali di contenimento per le acque della centrale elettrica per un totale di un milione di metri cubi di acqua, a poca distanza da cittadine come Susa e Bussoleno può essere potenzialmente pericolosa, ed in qualsiasi caso dovrebbe indurre a mutare totalmente i parametri delle misure di sicurezza a tutela delle persone che vivono lungo il corso della Dora a valle delle opere. Per finire con le lungaggini nella realizzazione e il protrarsi oltre ogni ragionevole limite del disagio per il passaggio incessante di mezzi d'opera nei centri abitati con relativa dispersione di enormi quantità di polveri.
Del resto l'abnorme aumento dei costi di realizzazione (solo recentemente l'AEM è stata parzialmente privatizzata) e la tipologia dei danni all'opera ancora in costruzione provocati dalle recenti alluvioni non fanno che confermare le nostre tesi: anche in questo caso una scarsa trasparenza ed il mancato coinvolgimento delle popolazioni interessate, (pure previsto da un'apposita convenzione cui Legambiente del Piemonte non senza un sofferto dibattito interno pure aveva voluto credere), lasciano supporre che non ci sia la volontà di perseguire un confronto autentico e denunciano tutti i limiti di questo sistema di realizzazione delle grandi opere pubbliche.
Opere inevitabilmente impattanti in quanto sempre più subordinate ai vincoli finanziari che ne sono all'origine e caratterizzate da ritorni sempre più modesti nei confronti dei territori su cui insistono e da oneri sempre più pesanti per i cittadini vi risiedono.

                            

IL SITO OGGI

I documenti riportati su questo nuovo sito riguardano, fino al 21 luglio 2007, parte delle attività svolte da questa redazione in collaborazione con il circolo Legambiente Valle di Susa. A causa di alcune gravi incomprensioni le stesse persone hanno deciso, con l' aiuto di nuovi amici, di continuare ad occuparsi delle tematiche ambientali del territorio, svincolandosi però totalmente dalle politiche di Legambiente Nazionale, dai rappresentanti politici e legali di Legambiente Piemonte e Valle d' Aosta che agisce evidentemente a cascata anche sul direttivo del circolo Legambiente Valle di Susa di Bussoleno.

Il lavoro svolto dal 2000 al 2007 rappresenta una parte della storia del movimento NO TAV. La redazione di Ambiente Valsusa si sente libera di utilizzare il materiale prodotto in questi anni poichè a parte pochissimi casi è stato realizzato unicamente col contributo, economico ed organizzativo della redazione stessa. Si ringraziano in ogni caso i numerosissimi collaboratori ed esperti di trasporti e tecnici vari che ci hanno permesso di utilizzare parte dei loro testi, immagini e filmati, e speriamo che questa collaborazione continui.

Alcuni documenti, filmati o fotografie, con il logo di Legambiente Valsusa, che abbiamo realizzato nel tempo, ed allora condivisi dai rappresentanti dell' associazione, sono parte integrante delle vicende che qui trattiamo, siamo orgogliosi di averli prodotti, per questo motivo continuerete a trovarli con lo stesso logo anche sul nuovo sito.

Oggi presentiamo prevalentemente una serie di documenti e di dati raccolti ed elaborati attorno alla vicenda dell'Alta Velocità - Capacità ferroviaria con particolare riferimento alla tratta internazionale Lione - Torino che interessa la Valle di Susa.
Su questo tema troppo spesso si pubblicano e si trasmettono notizie e dati di parte, ciò è tanto più grave in quanto nel nostro Paese ( a differenza che in molti paesi europei ) non esiste un organismo tecnico al di sopra delle parti che possa certificare i dati propagandati dai proponenti su questo tipo di colossali, costosissime ed impattanti opere.
Il tentativo che abbiamo portato avanti insieme con le altre Associazioni presenti in Valle di Susa, in particolare Pro Natura Piemonte, WWF e Italia Nostra che in questi ultimi anni hanno unito le loro forze in seno al Comitato Habitat Valle di Susa recentemente trasformato in Associazione Habitat Valle di Susa Onlus, non è stato soltanto quello di presentare il punto di vista di chi vive in Valle di Susa o nella cintura nord-ovest di Torino, ma sopratutto di fornire una serie di dati ufficiali poco conosciuti, quasi mai resi pubblici dai mezzi d'informazione nazionali o regionali. Dati che mettono seriamente in discussione l'opportunità di realizzazione di nuove opere, giustificando caso mai il pieno utilizzo e l'ammodernamento - prevalentemente tecnologico - delle strutture esistenti.


Il sistema dei trasporti nell'Area Metropolitana Torinese

Come la maggioranza dei cittadini italiani siamo ovviamente favorevoli all'incremento del traffico ferroviario a scapito di quello stradale, spesso più inquinante, sempre più congestionato e soprattutto troppo pericoloso. Ma siamo anche consapevoli che specialmente per un paese con un debito pubblico come il nostro esiste l'obbligo morale di spendere i nostri soldi (e quelli che dovranno essere addebitati ai nostri figli e probabilmente anche ai loro!…) nel modo più razionale ed avveduto possibile.
Partendo dai nodi urbani che sono di gran lunga i più congestionati, dove le merci giacciono settimane in attesa di smistamento e di consegna e dove le persone sperimentano la paralisi quotidiana.
Da tempo auspichiamo che a Torino e nel suo interland si realizzi con i fatti e non solo a parole un sistema di trasporti pubblici efficienti, che abbia come riferimento privilegiato la Metropolitana, ma che sappia sfruttare dea subito le opportunità offerte dalla parte già realizzata del "passante ferroviario" che già oggi potrebbe costituire un sistema urbano e suburbano qualificato ed efficiente riproducendo in scala il ruolo della "RER" Parigina . Siamo nel terzo millennio, di metropolitana a Torino, nonostante la lodevole accelerazione di questi ultimi mesi, non ne esiste concretamente neanche un metro; il rinnovamento tecnologico delle linee ferroviarie pare ignorare i progressi fantascientifici dell'informatica; quanto ai nuovi convogli ferroviari vanno in avaria fin dai viaggi inaugurali. Ne prendiamo atto, così come prendiamo atto che la politica di destra e di sinistra si limita ad assecondare gli interessi dei grossi gruppi economici , magari nascondendosi dietro l'alibi di nuovi posti di lavoro, piuttosto che pensare di soddisfare i bisogni di milioni di cittadini (nel caso in oggetto pendolari) il cui tempo perso tra ingorghi, disservizi e attesa dei prodotti da trasformare e commercializzare sarebbe probabilmente sufficiente per creare da solo opportunità di lavoro almeno doppie!
Mentre così si sacrificano le aspettative di molti - famiglie, pensionati, studenti e lavoratori - per favorire le mire affaristiche di pochi, i "soliti noti", che magari i loro problemi di traffico quotidiano (ma anche di sport & shopping) sono consueti risolverli salendo in elicottero (e che comunque non hanno orari da rispettare).
Si propagandano investimenti privati che in realtà non esistono perché non remunerativi, (nessuno dice che le risorse utilizzate per questi progetti saranno unicamente pubbliche e caso mai sottratte a sanità, pensioni, scuola e stipendi dei dipendenti pubblici e privati sotto forma di nuove tasse). Temiamo che proprio in questo contesto - chiamiamolo per evitare polemiche culturale - si inserisca il mancato coinvolgimento dei nostri Enti Locali sul cui territorio tali opere dovranno pur passare.


Quando il più grave impatto ambientale è la politica

Da meditare le affermazioni recenti di molti Sindaci e degli Amministratori della Comunità Montana della bassa Valle di Susa e Val Cenischia dopo l'ennesima riunione convocata e poi disertata dal Ministero dei Trasporti presso l'Assessorato della Regione Piemonte, secondo cui prima ancora che licenziare l'ennesimo brutto progetto infrastrutturale è stata scritta una pessima pagina di mancata democrazia.

Lo scopo di questo sito è anche quello di offrire uno spazio su cui poter lavorare usando tutte le risorse che un sistema democratico ci offre per difendere il nostro territorio, il futuro dei nostri figli nella nostra valle e le tradizioni e i valori tramandati dai nostri padri. Una delle risorse è la corretta informazione, l'approfondimento costante ed corretto degli argomenti che si affrontano. Noi qui ci limitiamo a rendere più fruibile quanto prodotto con l'opera disinteressata di molti cittadini grazie ad anni di raccolta di documenti, interviste, approfondimenti, grazie al lavoro attento della stampa locale e alla presenza di qualificati tecnici che si sono rivelati un aiuto prezioso per i nostri piccoli Enti Locali verso cui le varie istanze di Governo si dimostrano generose nell'erogare i problemi ma avari nel dispensare anche solo le risorse sufficienti per affrontarli e provare almeno in parte a risolverli…

Vi ringraziamo per averci clickato e per aver avuto la pazienza di leggerci sin qui; soprattutto vi ringraziamo sin d'ora se vorrete proseguire nella visita del nostro sito che cercheremo di tenere sempre aggiornato.
Vi preghiamo di aiutarci a tenere alta l'attenzione su questo argomento presso l'opinione pubblica, anche fuori dalla valle; propagandate il nostro indirizzo se il sito vi piace e se condividete ciò che diciamo; in ogni caso scriveteci, lasciateci i vostri recapiti. Vi contatteremo per qualsiasi iniziativa pubblica a difesa della valle.


CONTATTI

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