Alcuni dati per comprendere meglio.

I promotori dalla UE aspettano circa 670 milioni di Euro; i 72 km di linea internazionale sono finanziabili al 20% dalla UE. Di questi 72 km solo 1/3 sono in Italia, ma per accordi del passato governo Berlusconi con i francesi, l’Italia pagherebbe i 2/3 dei costi totali. Se ne deduce che solo i 2/3 dei 670 milioni UE arriverebbero in Italia. Bisogna aggiungere che recentemente la UE ha già chiesto una penale di 690.000 Euro al nostro paese per ritardi nella progettazione, inoltre in caso di sospensione dei lavori oltre che saltare il finanziamento UE l’Italia dovrebbe pagare pesanti penali alla Francia per i tunnel geognostici già realizzati oltre frontiera.
Ricordiamo ancora che Mauro Moretti, Amministratori Delegato di Trenitalia ha ufficialmente dichiarato nel giugno scorso che il costo a preventivo della linea Torino-Lyon era di 120 milioni di euro a km. I chilometri di linea totali (tratta internazionale e nazionali) sarebbero attorno ai 260..., quindi stiamo parlando di 30 miliardi a preventivo, che in genere raddoppiano o triplicano nell’arco dei 20 anni prima della fine degli eventuali lavori.
La linea attuale (20 km e mezzora in più per i TGV rispetto alla linea in progetto) è utilizzata al 30% della sua potenzialità ed è stata raddoppiata nel 1980; il tunnel del Frejus è stato migliorato recentemente e consente il passaggio di tutti i tipi di convogli merci, anche quelli dell’AFA (autostrada ferroviaria).
Alla luce di questi fatti c’è da chiedersi cosa ci sia realmente dietro alla Torino-Lyon. Non può trattarsi solo di una linea ferroviaria inutile, deve esserci per forza dell’altro. Come spiegare altrimenti ciò che sta accadendo a Susa mentre scriviamo?


(Riassunto di una lettera inviata da Spinta dal Bass, associazione di Avigliana)

Alle due di notte del 8 febbraio, di nuovo centinaia di blindati di scorta a una trivella. Nuovo buco a poche centinaia di metri dai 2 sondaggi effettuati precedentemente in tutta fretta.
E’ chiaro che non hanno il senso del ridicolo: una valle lunga 60 Km, 40 sondaggi sparsi qua e là e loro ne fanno tre a pochi metri uno dall’altro! Certo: all’interno dell’autoporto è l’unico luogo dove riescono a “difendere” le trivelle. Viene da ridere se non fosse che questi sondaggi farsa sono realizzati con soldi di tutti noi. Ma non basta: di nuovo imponente il servizio di difesa della trivella. A questo proposito abbiamo deciso di fare due conti sapendo che saremo approssimativi ma molto vicini alla realtà. Per ogni sondaggio in Valle hanno mobilitato circa 400 uomini a turno per
4 turni (ma alcuni reparti hanno 5 turni) di 6 ore per un totale di 1600 uomini. 100 euro al giorno può essere la media retributiva calcolata tra graduati, funzionari e sottoposti (e ci teniamo molto bassi). La guardia per 24 ore a una trivella ci costa ben 160.000 euro. I 4 giorni di trivellazioni a Susa in gennaio ci sono costati 640.000 euro. Questa trivella appena arrivata dovrebbe lavorare per 3 settimane e mezzo (così è scritto sul sito www.torino-lione.it) e ci costerà, solo per la sua difesa,
3.840.000 EURO! E non abbiamo contato indennità di trasferta, benzina per gli spostamenti, pernottamenti…
Per svolgere i 91 sondaggi hanno preventivato una spesa solo di lavori di 6 milioni di euro.. Quanti dobbiamo aggiungerne per pagare queste persone che militarizzano la nostra Valle? La spesa per difendere le trivelle è un’enormità che andrebbe denunciata in ogni luogo. Ma, ahinoi, giornali e
tv si guardano bene di evidenziare simili sprechi. In momenti di crisi, dove le fabbriche chiudono e non è più neanche garantita la cassa integrazione, ecco che i nostri politicanti bruciano milioni di euro per difendere degli inutili buchetti.

Ripetiamo: non hanno il senso del ridicolo altrimenti si sarebbero già ritirati…ma comunque non andranno lontano.

Comitato no tav Spinta dal bass – Spazio sociale libertario Takuma