NOTA BENE:
Tempo fa, tutti i nuovi documenti venivano sistemati in questa sezione. Oggi
tendiamo a posizionare gli stessi nella sezione attinente all'argomento trattato.
In questa pagina continueremo a posizionare i documenti che non sono catalogabili
altrove.
Mentre in tutto il mondo i documenti di studio delle grandi opere (anche perchè pagati con denaro dei contribuenti) vengono resi pubblici, o almeno consultabili integralmente da parte delle amministrazioni coinvolte, annotiamo come gli amministratori che ne abbiano fatto richiesta sul nostro territorio hanno spesso ricevuto risposte negative da parte delle ditte e studi professionali interpellati, e naturalmente la stessa risposta è venuta da parte dei committenti di quegli studi.
- ARTICOLI TRATTI DAL SETTIMANALE "LA VALSUSA"
SCIUSCIA' - Rai 2
DOCUMENTO VIDEO NON DI
PARTE REALIZZATO DA RAI 2 CHE IN OTTO MINUTI VI DIRA' TUTTO SULLA NOSTRA OPPOSIZIONE
A NUOVE LINEE FERROVIARIE IN VALLE DI SUSA. (Video in formato realplayer, se
non riuscite a visionarlo scaricate
il lettore Real Player 8 Basic)
11-6-2001
INCONTRO FERRENTINO-PININFARINA
Avvenuto presso la redazione de La Valsusa, l'incontro, vede confrontarsi per
la prima volta il presidente della Comunità Montana Bassa Valle di Susa e Val
Cenischia, Antonio Ferrentino, e Sergio Pininfarina, neo presidente della Commissione
Intergovernativa per la Torino-Lione, presidente del Comitato Promotore Transpadana,
nonchè presidente della CRT, gruppo bancario che dovrebbe finanziare
l'opera (alla faccia del conflitto di interessi...).
ADDIO
ALL'ELETTRODOTTO
Il progetto dell’Enel bocciato dal ministero
MAZZETTE
AUTOSTRADALI?
Sitaf nell’occhio del ciclone, vari indagati
1998 MA QUI
L'URANIO HA GIA' UCCISO
Non era la silicosi a decimare i giovani minatori di Oulx: "Trent'anni dopo
tornarono a scavare uranio nucleare"
23-11-99
E SE IL TRENO VELOCE PUNTASSE SU NIZZA?
Torna la proposta Nizza-Cuneo-Torino
14-12-99
FS E RONCHI: SECCO NO AL TAV
Secondo Demattè: «Economicamente è un disastro e strategicamente non serve»
9-5-2000
APPALTI TAV: E' SCONTRO TRA BRESSO E GHIGO
Il governo minaccia il blocco degli appalti, causa il rialzo dei costi e la
regione chiede ai parlamentari piemontesi di bloccare l'emendamento.
18-2-2000
DOMANDE FORTI PER ALPETUNNEL
Casoni chiede i responsi degli studi per l'alta velocità Tra perplessità e incertezze,
si attendono le risposte
25-2-2000
STAZIONI FERROVIARIE, GRAFFITI E DISAGI
Un viaggio-inchiesta tra le fermate della linea Torino-Modane Poche le realtà
che offrono un servizio decoroso, in generale prevale l'incuria.
3-2000
DALLA VAL DI SITAF ALLA VAL DI TAV
Caro diario: pellegrinaggio giubilare
17-3-2000
CONVEGNO CONTRO LE «MAXI-OPERE», DOMANI A SUSA
Dibattito coi politici, ma ad accoglierli ci saranno i trattori della Coldiretti
Intanto oggi a Torino Alpetunnel spiega ai sindaci i progetti per l'alta velocità.
11-4-2000 VIRANO: C'E' CHI VUOL FAR FALLIRE LA SITAF
L'amministratore delegato è in ansia per il futuro della società e il ‘Fondo
di garanzia’ chiede la restituzione di 750 miliardi
9-5-2000
MAXI-CENTRALE: PAURE E DISAGI DIETRO IL MOSTRO
Aem, si terrà sabato a Susa il convegno su lavori e ambiente
19-5-2000
IL DOPO-MODANE DELL'ALTA VELOCITA'
Ferrentino attacca Bersani: risponderemo con forza. E Bottiglieri (Transpadana)
applaude alla scelta del ministro.
2-6-2000
I SINDACI CONTRO IL TAV: E' LOTTA APERTA
Tutti i consigli comunali indetti per il 17 luglio a Bardonecchia.La protesta
in occasione del vertice italo-francese sull'alta velocità.
9-6-2000
L'«ALPETUNNEL» VUOLE ALTRI SOLDI PER I SONDAGGI
Ma la protesta anti-Tav continua: a Villardora gigantesca scritta.
03/10/2001
IL GEOLOGO: «TAV IN VALLE? UN DISASTRO»
Effettuato uno studio idrogeologico per la Comunità Montana.
16/4/2002
MARTINAT: «NESSUNA COMPENSAZIONE»
«E' finita l'epoca delle tangenti legalizzate per i sindaci»
Il viceministro: niente sconti, e poi c'è il metrò fino a Rosta.
LA VERSIONE INTEGRALE DELLO STUDIO COMMISSIONATO DALLA COMUNITA' MONTANA ALLA SOCIETA' "POLINOMIA" DI MILANO. LA CONCLUSIONE, BASATA SU 180 PAGINE DI STUDIO INGEGNERISTICO, E' UNA SOLA: LA TORINO-LIONE E' INUTILE E COSTOSA.
-
Formato Word (2455 KB)
- Formato zip (795KB)
Disponibili due tipi di sintesi:
- versione
in 36 pagine
- versione
in 1 pagina
Poche certezze, tanta propaganda! La sicurezza non è un optional
Per prevedere la massima
sicurezza nella gestione del tunnel, si pensa al momento di realizzare due canne.
In effetti, i progetti parlano di realizzazione delle due canne in tempi diversi,
nellarco di 10/15 anni, anche per verificare l'utilità della nuova
linea e per suddividere nel tempo l'ingente impegno finanziario. All'inizio di questa storia, nel 1996, il costo dell'opera era previsto in 20.000 miliardi di vecchie lire, oggi si parla di almeno 18 miliardi di Euro a preventivo (poi a definitivo in genere i costi triplicano come minimo, ed i costi per la sicurezza sono quelli che lievitano di più guardacaso). Su pressione di alcuni promotori
la realizzazione delle canne in tempi diversi fu abbandonato e si progettò invece un'opera con costruzione contemporanea delle due
canne giustificandola con un contenimento dei costi.
In ogni caso, indipendentemente dalla realizzazizone in fasi diverse o in contemporanea delle canne, come si può desumere facilmente dallo schema progettuale ufficiale di Alpetunnel che
fedelmente riportiamo, levacuazione eventuale delle persone in caso di incidente nel tunnel non sarebbe
semplice e cè da credere, visto i progetti presentati, che gli studi risalgano
a prima della tragedia del tunnel del Monte Bianco, perché lo schema di evacuazione
era molto simile...
Tracciato della galleria e problemi geotecnici
Il
percorso del tunnel, nonostante anni di progettazioni a fine 2006 era ancora
da definire. L'ultimo progetto LTF prevede l'entrata dal versante italiano a
Venaus, ma già si sta vociferando di una nuova ipotesi con entrata da
Gravere. In entrambi i casi la lunghezza complessiva delle gallerie su un tracciato di 254 km da Torino a Lyon non sarebbe inferiore a 120 Km. Questo dato implica due elementi: per i passeggeri, che in genere non amano le lunghe gallerie, un problema di appetibilità del percorso, per le merci l'impossibilità a far circolare su un alinea simile le merci pericolose ed ingombranti (che quindi continueranno a percorrere la linea attuale).Dopo circa 20 km dopo Venaus la galleria passerebbe sotto Modane in corrispondenza
della quale è prevista una stazione e relative lunghe discenderie. Proprio gli scavi di queste gallerie presentano serie difficoltà che trapelano però per adesso solo a livello ufficioso.
Lo scavo di un tunnel come questo, pone dei problemi in relazione non solo alla
sua lunghezza, ma soprattutto al materiale roccioso che s'incontrerebbe nello
scavo, alle enormi sovraspinte idrauliche ed al calore
geotermico previsto fino a 50° C.
La geologia della zona che sarebbe attraversata dal tunnel è estremamente
complessa sia per il tipo di conformazione litologica delle montagne che per
problemi di origine tettonica (ancora in fase di innalzamento): sono state individuate
dagli studi di LTF diverse faglie che possono dare problemi durante lo scavo.
E' possibile risalire al tipo di formazioni che si incontrerebbero nello scavo
con dei sondaggi e con indagini in sito (ad es. al Gottardo è prevista
una galleria di 5,5 km. per esplorazione del materiale roccioso). Il problema
è che il tunnel unisce delle formazioni rocciose con resistenze classificabili
come medie o medio-scarse a dei carichi che agiscono su queste formazioni molto
elevati (2500 m. nel punto di massima copertura); di conseguenza il problema
della stabilità della galleria si gioca sul fatto che la roccia sarà
soggetta a sforzi molto elevati (un'esperienza del genere si è avuta
nel tunnel del Monte Bianco, con coperture di 2500 m, ma in quel caso per fortuna con materiale granitico,
quindi molto più resistente); la stessa LTF ammette che ci si troverebbe
in condizioni di scavo difficili. La prima conseguenza è l'aumento dei
costi di scavo, la seconda l'allungamento dei tempi di cantiere. Il rapporto
costi-benefici dell'intera opera (che peraltro guardacaso non è mai stato fatto) dipenderebbe
in gran parte da questi fattori.
Modi e tempi di realizzazione
Le profondità e le caratteristiche della roccia
condizionano lo scavo e la scelta del metodo (tra esplosivo e fresa) e determinano
la durata dei cantieri. La fresa (TBM) sarebbe preferibile per velocità
e modalità di estrazione del marino e per le minori vibrazioni rispetto
allo scavo tradizionale, ovvero con esplosivo. L'esplosivo crea problematiche
di nocività e di inquinamento, difficoltà nel prevedere le venute
d'acqua improvvise, aumento di possibilità di incidente in presenza di
grisù e le vibrazioni possono danneggiare
le strutture esterne sovrastanti lo scavo. Per la galleria di base dono previsti
cinque fronti di scavo, tre in Francia e due in Italia (Venaus e Val Clarea).
Nella stessa area, lavori in sotterraneo per la realizzazione di una centrale
idroelettrica AEM (Pont
Ventoux) hanno incontrato rocce con qualità geomeccaniche scadenti
che insieme all'acqua di cui erano impregnate hanno costretto i progettisti
a cambiare percorso, abbandonando sul posto due frese, inghiottite dalla montagna.
I tempi di scavo anche in questo caso sono raddoppiati rispetto alle stime ed
evidentemente anche i costi sono notelevolmente lievitati.
Qualche problema specifico
Uno dei problemi maggiori è legato alla temperatura: Fin dal 2000
si sapeva che alle profondità previste per il tunnel a (secondo alcuni
studi fatti dall'Università di Grenoble) sfiorerebbe i 50 gradi e per
almeno 15 km sarebbe superiore ai 35; ne deriverebbe la necessità di
un sistema di raffreddamento all'interno del treno, con costi elevati (per il
sistema di raffreddamento sotto la Manica il costo è stato di 500 miliardi).
Nell’ultimo progetto di LTF che abbiamo visionato nel settembre 2006 abbiamo
avuto conferma della necessità di “refrigerare i posti di lavoro” con
attrezzature frigorifere particolari: centinaia di questi macchinari dovrebbero
essere installati per abbassare localmente la temperatura (vicino al posto di
lavoro) nelle gallerie ai 25 gradi centigradi. Anche la presenza di Radon, Grisou,
e di materiali pericolosi ed inquinanti necessari alle lavorazioni creano ulteriori
rischi, ciò comporta aumento dei costi di cantiere per la ventilazione,
il controllo dei cantieri, la turnazione delle maestranze, le misure di sicurezza.
Un altro problema, legato alla profondità e alla lunghezza del tunnel,
è quello della sicurezza: se in futuro un treno si fermasse in panne
a metà di una galleria del genere, cosa succederebbe? Raggiungere le
canne di collegamento non sarebbe semplice. Si tratta di un problema rilevante
che richiede una tecnologia molto avanzata relativamente, ad esempio, alla pressione
interna ai treni e alla protezione dagli incendi, cose che presuppongono un
innalzamento di standard nelle nostre ferrovie e verifiche oggettive della sicurezza,
proprio ciò che ha fatto fallire economicamente il tunnel sotto la Manica.
Velocità dei treni in galleria
Un calcolo a tavolino della possibile velocità era difficile
da fare in mancanza di dati nel 2000; ma si poteva fare un paragone con ciò
che succedeva dove simili opere erano già realizzate ad esempio sotto
alla Manica. Si impiegava, allora come oggi, a da un imbocco all'altro 30' (circa
100 Km/h di media). Questo significa che il tragitto da Venaus a St. Jean de
Maurienne si potrebbe compiere in 30'. Sulla base dell'orario dei treni attuali,
da Bussoleno a St. Jean si impiegano, calcolando le varie fermate, 1h e 30'.
Se decurtiamo le fermate, si può stimare 1h e 10'; quindi il guadagno
in termini di tempo sarebbe di 40'.
Dai primi documenti sull’agomento della C.I.G. (Commissione Intergovernativa),
nel 2000 risultava che per il traforo Venaus - St. Jean de Maurienne, la velocità
massima sarebbe stata di 70 Km/h. Oggi la linea da passeggeri è diventata
mista, merci e passeggeri, addirittura qualcuno immagina di farci passare dei
treni carichi di TIR (Motrici e rimorchi carichi di merci la cosidetta Autostrada ferroviaria). Evidentemente le
diverse velocità dei convogli, la necessità di “fasare” con molta
precisione i passaggi dei treni e di ottenere il massimo numero di tracce utili
non permetterà mai velocità superiori a quelle del tunnel tra
Francia ed Inghilterra. Correre a velocità superiori in un simile tunnel
potrebbe peraltro andare a discapito della sicurezza di passeggeri e convogli.
Alcuni problemi
per la Valle di Susa
Un primo elemento problematico riguarda lo "smarino" estratto dallo
scavo, che da qualche parte dovrà pur essere messo. Un primo calcolo
nel 2000 si pensava che venisse suddiviso equamente tra italiani e francesi:
si calcolavano di 5 milioni di metri cubi di materiale con un 50% di aumento
una volta estratto, per cui si stimava intorno ai 7,5 milioni di metri cubi
(come dire una torre con una base di m. 100 x 100 e un'altezza di 750) da dividere
in due parti tra Italia e Francia ma da sistemare da qualche parte...
Oggi sappiamo che i metri cubi di smarino sono molti di più… almeno il
doppio per ciò che riguarda l’Italia. Non avevamo calcolato che realizzassero
gallerie di un diametro di 9 metri, che ci sono le gallerie di servizio, le
discenderie, inoltre nel passaggio tra i diversi progetti le gallerie sono aumentate.
Insomma, eravamo ottimisti…Poi c'è il problema della preparazione del
calcestruzzo per il rivestimento: ne occorreranno centinaia di migliaia di mc.,
e bisognerà pur prendere da qualche parte la ghiaia, perchè lo
smarino non ha le caratteristiche idonee ad essere usato a questo scopo, questo
è chiaro, anche se nei più recenti progetti vorrebbero farci credere
che lo utilizzeranno massicciamente (risolvendo sulla carta due problemi in
una volta – quello dello smarino e del materiale da costruzione). .
Il problema
del cantiere della costruzione del tunnel e del piazzale di sbocco sarà
tanto più pesante quanto più si punterà a realizzare una
"autostrada ferroviaria" (caricare sui treni i TIR), cosa che richiederebbe
ad es. di trasformare un'area vastissima in un piazzale di enormi dimensioni
per il carico o anche solo per la sosta tecnica o di emergenza eventuale dei
treni.
Aprile 2004 - Diamo i numeri!
Pronostici e stime numeriche sul futuro della Torino-Lione.
Scarica il file in formato .ppt (
MS Power Point)
- Documento a cura del comitato Almesino contro il TAV/TAC
Delibera Ente Parco Laghi di Avigliana.
Delibera Ente Parco Orsiera-Rocciavrè
UE, la legge obiettivo a rischio bocciatura
Bruxelles invia all'Italia il parere motivato per violazione delle direttive
Articolo tratto da IL SOLE 24 ORE di domenica, 19-09-2004
Questa è una notizia molto importante che attendevamo da tempo.
Un ringraziamento va a tutti coloro che, a livello di parlamento europeo,
si sono prodigati nel combattere questa battaglia che è innanzitutto
in nome della democrazia.
Febbraio 2004 - La Comunità Montana continua ad essere unita contro
il TAV
Grazie all'impegno di tutti il documento preparato dalla giunta della Comunità Montana Bassa Valle Susa e val Cenischia che sintetizza la posizione comune di opposizione alla linea Torino Lyon, è stato approvato all'unanimità il 27 febbraio in Comunità Montana
Per l'ennesima volta Comunità Montana, Comuni, Associazioni, Comitati, cittadini della valle, insieme mandano un messaggio chiarissimo!
NO TAV. Questo è l'unico messaggio possibile! Questo è l'impegno di tutti!
Torino - Sabato 29 novembre
2003
Ecco un resoconto con foto e commenti del convegno organizzato dai proponenti
al Centro Incontri della Regione Piemonte.
Novembre 2003
Un aggiornamento sulla situazione attuale, a cura di Legambiente Valsusa
Scarica l'articolo in versione Acrobat
Considerazione degli enti locali sui lavori del tavolo regionale tecnico-politico
La posizione del WWF Italia sulla Torino - Lyon
La posizione del WWF Italia
sui trasporti nell'arco alpino:
anche il WWF dice No alla Torino-Lyon.
Scarica l'articolo in versione Acrobat
Ecco una notizia che, a dire la verità, non ci stupisce più di tanto. L'articolo tratto da "Il Manifesto" del 23 agosto si intitola: "Conflitto di interessi in casa Lunardi"...
Alta
velocità, quali benefici?
Un articolo di Mario Cavargna, tratto dal sito www.cartadellaterra.it
Da "IL SOLE 24 ORE" di lunedì 17 giugno
2002
Si tratta di un intervento dell'ing. Francesco Ramella, esperto di trasporti.
Molto gentilmente l'ing. Ramella, ha voluto inviarci anche una valutazione più
generale del progetto che riproduciamo integralmente e senza aggiungere nessun
(inutile) commento.
Versione
integrale articolo
Valutazione
del progetto Torino - Lione
STUDIO DELLA RETE FERROVIARIA EUROPEA DI GABRIELE
MANFREDI E SERGIO NICOLA
Tutti avrete tanto sentito parlare in questi mesi di diverse
ipotesi di linea in Valle Susa, in realtà non si è mai parlato dei
problemi reali e dei dati sui trasporti. Si stanno spendendo tanti miliardi
ma la disinformazione aumenta.
Nulla hanno detto i proponenti sulle reali esigenze di trasporto,
nessun dato è mai stato pubblicizzato e gli studi attendibili non sono mai stati
resi pubblici. Per questa ragione riteniamo che sia doveroso presentarvi anche
lo studio degli Ingegneri Gabriele Manfredi e Sergio Nicola dove
per la prima volta si considerano i flussi reali di traffico
presenti sul valico di Ventimiglia, si cerca di dare una risposta
all'isolamento ferroviario (specialmente per le merci) della
provincia di Cuneo, e si tiene conto della necessità della metropoli torinese
di essere collegata con la Provincia di Cuneo con previsione di un collegamento
con la Valle d'Aosta e con la Svizzera.
Senza dubbio un'alternativa alla Torino-Lyon, ma sopratutto
uno studio che sembra prendere in considerazione dati
ed esigenze reali della nostra regione, rendendo veramente la "Torino
ferroviaria" un nodo importante verso il Sud ed il Nord
Europa.
Gli autori dello studio definiscono questa linea come "L'anello mancante".
Ringraziamo gli Ingegneri per aver permesso la pubblicazione sul nostro sito
di questo interessante progetto.
Lasciamo a Voi le debite conclusioni.
L'INSERIMENTO DELLA REGIONE PIEMONTE NEL
SISTEMA FERROVIARIO EUROPEO
-LA LINEA AD ALTA CAPACITA' TORINO-CUNEO-NIZZA
LA REGIONE PIEMONTE E LA RISCOPERTA DELLA
FERROVIA PER UNA NUOVA POLITICA DEL TERRITORIO
RAPPORTO ORIGINALE COMMISSIONE AMBIENTE DELLA
CIG DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE
Questa è la prima versione e contiene le correzioni (come evidenziato
nelle prime pagine).
Per le parti corrette si notino le differenze sostanziali dei contenuti. Per
quanto riguarda i punti di dissenso evidenziati dal Prof. Bettini, ve
li proponiamo in versione integrale lasciando a voi ulteriori valutazioni.
- RELAZIONE MINISTERO DELL'AMBIENTE
(Documento di grandi dimensioni in formato rtf, ci vuole qualche
minuto per visualizzarlo).
DOCUMENTAZIONE INTEGRALE COMMISSIONE INTERGOVERANTIVA (CIG)
Per esperti del settore e per chi vuole approfondire le motivazioni tecniche
dei proponenti, da cui, a nostro parere, risaltano moltissimi dubbi
sulla fattibilità delle opere. Inoltre, i dati presi in considerazione
per valutare il futuro aumento dei flussi di trasporto, prendono come base di
calcolo un periodo di crescita economica che attualmente non é più
prevedibile.
- RELAZIONE GRUPPO TUNNEL
(Documento di grandi dimensioni in formato rtf, ci vuole qualche
minuto per visualizzarlo).
- RELAZIONE GRUPPO FINANZA
1
(Documento di grandi dimensioni in formato pdf, si consiglia di
scaricarlo e visualizzarlo successivamente).
- RELAZIONE GRUPPO FINANZA
2
(Documento di grandi dimensioni in formato pdf, si consiglia di
scaricarlo e visualizzarlo successivamente).
IL
COSTO IPERBOLICO DI TUTTI I BUCHI
Un articolo di Erasmo Venosi, portavoce del Coordinamento Nazionale dei Comitati
dei Territori interessati all'Alta Velocità.
Le tre ORGANIZZAZIONI AGRICOLE DEL PIEMONTE, in comune accordo,
hanno presentato il 12 Giugno alla
REGIONE, alla TAV e ai GENERAL CONTRACTORS un DOCUMENTO
dal titolo "Osservazioni in merito
all'applicazione dell'accordo su procedure di espropriazione ed indennizzi relativamente
alla tratta
Alta Velocità/Alta Capacità TO-MI".
Si parla do fasce di rispetto, di modalità di indennizzo, di rischi idrogeologici
ecc.. tutto quanto in accordo con
quanto sostenuto da tempo da NOI e dal COMITATO ISTITUZIONALE DELLA COMUNITA'
MONTANA.
giugno 2000
articolo tratto dal giornale "Dialogo in valle"
TAV:
UNA TRUFFA AI DANNI DELLO STATO. SITUAZIONE SULLA TRATTA MILANO-BOLOGNA
5 giugno 2000
Torino-Stazione Ferroviaria di Porta Nuova Sala "Magellano" Club Eurostar
RESOCONTO DELL'INCONTRO TRA LA
COMMISSIONE INTERGOVERNATIVA PER LA REALIZZAZIONE DELLA NUOVA LINEA FERROVIARIA
TRA TORINO E LIONE E LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE DEL PIEMONTE
INQUINAMENTO
AMBIENTALE
Estratto dal libro: "Alta Velocità. Valutazione economica, tecnologica
e ambientale del progetto"
V.Bettini-C.Cancelli Ed. CUEN-Ecologia
Dettagliato rapporto tecnico sulle problematiche della mitigazione di impatto
ambientale, relative al passaggio di una linea ad Alta Velocità in una
valle alpina.
LIAISON
FERROVIAIRE TRANSALPINE-LE PROJET ALTERNATIF
Periodico del coordinamento francese di opposizione. (Copertina)
DOCUMENTO
PRESENTATO DALLA COMUNITÀ MONTANA DELLA BASSA VALLE DI SUSA AL COMITATO DI COORDINAMENTO
TRA ENTI ISTITUZIONALI
Il comitato di coordinamento tra Enti richiesto
dalla comunità montana, costituito dalla regione nel 1995, avrebbe dovuto
occuparsi del nuovo collegamento ad AV, permettendo la concertazione tra Enti
locali e Regione Piemonte; la Regione stessa
avrebbe dovuto coordinare i lavori. Il presente documento, preparato dal comitato
tecnico della comunità montana, fu presentato al comitato di coordinamento
subito dopo la sua costituzione. Esso rappresenta la sintesi delle osservazioni
tecniche sul progetto della linea da parte di tecnici qualificati, avvallata
da tutte le amministrazioni valsusine. Il documento proponeva uno studio indipendente
realizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino.
Il documento non ha ottenuto nessuna risposta e il comitato di coordinamento
si è riunito solamente 3 volte senza ottenere nessun risultato apprezzabile,
ciò a causa della mancanza di interlocutori validi da parte della regione.
VALORI
CATASTALI
Tabella con gli estimi catastali dei paesi valsusini. Quanto valuteranno le
nostre case in caso di esproprio?
FIAT
FERROVIARIA VENDUTA
Ai francesi la maggioranza delle Officine Savigliano, il lavoro va in Francia?
CUNEO
NIZZA AD ALTA VELOCITA'?
A Cuneo la vorrebbero... forse basterebbe un collegamento efficiente.
APPELLO
PER LA COSTRUZIONE DEL TRAFORO DEL MERCANTOUR
Il presidente della Provincia di Cuneo Giovanni Quaglia ha inviato una lettera
ai presidenti della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, e della Repubblica
francese, Jacques Chirac richiedendo il miglioramento dei collegamenti tra l'Italia
e la Francia nelle Alpi del Sud in seguito al blocco stradale avvenuto durante
le festività natalizie.
... ed a tutti i capigruppo dei partiti a Bruxelles
ed a Roma. Le firme originali sono depositate presso Legambiente Circolo Valsusa,
nella sede di Bussoleno.
Il mittente della Petizione è stato l'indirizzo info@ambientevalsusa.it
a nome di tutti i firmatari.
Scarica la petizione (formato
PDF)
Disponibile anche la
versione in Inglese
