Da LA STAMPA del 17/2/2002 Sezione: Torino cronaca Pag. 40)
"Pietre killer solo se sfaldate"
Gli esperti non tranquillizzano Sauze d´Oulx
SAUZE D´OULX
"A Sauze, come in altri luoghi dell´arco alpino piemontese, ci sono rocce che contengono vene di amianto crisolito e tremolite. Se queste non vengono disturbate, cioè smosse, non recano alcun pericolo. Ma quando le fibre si frantumano (queste si presentano in forma fibrosa) e vengono a contatto con l´aria raggiungono i polmoni dell´uomo e così possono verificarsi fibrosi polmonari, tumori bronchiali e mesotelioma pleurico". Questa l´analisi degli esperti in materia di amianto del Centro universitario interdipartimentale "Giovanni Scansetti" nell´incontro che ieri i Comuni di Oulx e Sauze d´Oulx hanno organizzato presso il cinema "Sayonara" per informare la popolazione sui pericoli che tale minerale può avere sulla salute pubblica dopo che, durante i sondaggi per la costruzione della pista da bob e slittino prevista sui terreni dei due Comuni valsusini, sono venute alla luce alcune rocce contenenti amianto. Attenzione, avvertono però gli esperti: "Non creiamo inutili allarmismi. Per garantire la serenità della popolazione che risiede in zone dove sono presenti depositi di amianti naturali, basta monitorare il contenuto delle fibre nel terreno e nell´aria, verificando anche il grado di affioramento in superficie". Ma questo non tranquillizza affatto alcuni di quelli che ieri hanno affollato il cinema di Sauze. "Stavo per acquistare un alloggio qui, ma dopo quello che ho sentito oggi lascerò perdere. Questa storia del monitoraggio controllato non mi convince per niente", dichiara Maddalena Brugora. C´è anche chi se la prende con il sindaco di Sauze d´Oulx ricordandogli che il tetto del Comune è in eternit e per lo più in fase di sfaldamento. Il sindaco Roberto Faure rassicura: "Verrà smantellato e rifatto al più presto". E c´è anche chi suggerisce l´analisi microscopica del contenuto di fibre di amianto nei polmoni degli animali selvatici che scorrazzano nella zona dove dovrebbe sorgere la pista da bob: cervi e caprioli che potrebbero diventare uno strumento di monitoraggio in più. Poi, a tranquillizzare quasi tutti, ci pensano i tecnici dell´Arpa: "Ad oggi, abbiamo pochissimi campionamenti e solo due relazioni sull´amianto in zona. Dobbiamo fare un monitoraggio più articolato, vasto e complesso". Parole che soddisfano anche i numerosi imprenditori presenti, spaventati non tanto per il rischio salute ma per un possibile crollo del mercato immobiliare ed alberghiero della zona. Tra loro, quasi tutti sono favorevoli alla costruzione della pista da bob. "Se in tanti anni qui si sono verificati solo due o tre decessi a causa dell´amianto-killer, cosa riportata dalle cronache ed ancora tutta da dimostrare, per costruire la pista di bob su questi terreni basterà prendere le dovute precauzioni. Sono convinto che nessuno rischierà la salute", ha dichiarato uno di questi al termine del dibattito.