La Valsusa 11.3.99 n 10
Il ministro dell'ambiente Edo Ronchi è salito sabato 6 marzo a Bussoleno per incontrare gli amministratori valsusini

Alta Velocità? Sì, ma con la linea attuale

"L'ammodernamento è l'unico progetto concreto. Costa 1600 miliardi e i lavori possono iniziare subito" BUSSOLENO - Sale finalmente il ministro dell'ambiente Edo Ronchi in valle di Susa e cosa scopri? Che l'alta velocità, o meglio l'alta capacità ferroviaria si può fare. Senza danni per il territorio. Come? Ammodernando la linea attuale. Che poi è la decisione che il vertice integovernativo italo-francese ha preso a Chambery nell'ottobre del `97. Decisione che è stata tradotta in uno studio delle ferrovie italiane e di quelle francesi, reso pubblico nello scorso mese di ottobre.
Il ministro Ronchi, che sabato 6 marzo a Bussoleno, ha incontrato gli amministratori valsusini su iniziativa della Comunità Montana Bassa Valle, è stato chiaro: "I lavori possono essere `cantierati' immediatamente". Migliorare le prestazioni della `linea storica'- intervendo sulla sagoma delle gallerie (Frejus compreso), razionalizzando i binari e sostituendo i vecchi locomotori e il materiale obsoleto- ha un costo complessivo di 9600 miliardi (8000 per il versante francese, 1600 per quello italiano). Insomma, il progetto c'è, i soldi anche: ma i lavori non partono. "Eppure - sottolinea Ronchi -questa è, al momento attuale, l'unica cosa concreta, fattibile". Mentre le altre potesi sono ancora tutte da studiare e, allo stato attuale, "esistono solo delle cartine con ipotetici tracciati e non c'è neanche un progetto preliminare". Parole che suonano come musica per le orecchie di Luciano Frigieri e per gli amministratori valsusini, accorsi in massa all'incontro, e che tributano al ministro Ronchi applausi e ovazioni degne di una rockstar. 
Era proprio stato Frigieri, all'inizio dell'incontro, a chiedere al ministro di fare chiarezza sulla vicenda, non prima di aver ripercorso per l'ennesima volta la lunga, difficile e controversa storia dell'alta velocità e aver ricordato che un altro ministro, qualche anno fa, aveva detto di voler visitare la valle di Susa e i valsusini: "Qualche anno fa l'allora ministro dei trasporti Burlando ci aveva promesso una visita. Siamo ancora qui che lo aspettiamo...".
Ma a Frigieri interessa sapere "a quanto ammonta il costo di tutti i progetti e gli studi che si stanno facendo sull'alta velocità. Chi li pagherà? E poi la Regione non ha ancora risposto alle nostre domande sull'impatto ambientale di una nuova linea, sulla sua fattibilità economica, sui flussi di traffico e quindi sulla sua utilità". La Regione non risponde? Ci prova Ronchi. 
Ed ecco l'altra "novità" del giorno: sulla nuova linea, sul mega tunnel, sui tracciati ipotizzati non c'è nulla di concreto. "Per il momento si ragiona sulle ipotesi. Dal vertice di Chambery è scaturito un tavolo di verifica intergovernativo che opera attraverso tre gruppi di studio: il gruppo `tunnel' che dovrà stabilire se la nuova opera è fattibile; il gruppo `economia e finanza', con il compito di esaminare il rapporto costi-benefici della nuova linea; il gruppo `ambiente e territorio', sull'impatto ambientale. Questi studi saranno realizzati e consegnati entro il giugno del 2000". Che cosa pensa Ronchi delle tre ipotesi per la nuova linea? "Dico che prima occorre avere i risultati del tavolo di verifica, che deve valutare tutte le ipotesi, compresa quella che non si possa realizzare una nuova linea. Per cui fare una valutazione di impatto ambientale adesso non ha senso proprio perché non c'è alcun progetto. E questo vale anche per l'ipotesi che mi è stata sottoposta dalla presidente della Provincia Mercedes Bresso, che presenta il vantaggio di confluire nel centro intermodale di Orbassano ma che non risolve gli altri problemi. L'unica cosa che posso garantire è che, se un progetto ci sarà, la valutazione sarà molto seria e rigorosa. Coinvolgerà le popolazioni locali e analizzerà tutte le alternative possibili". Ma la cosa che bisogna fare subito è il miglioramento della linea attuale: "Bisogna attuare un accordo di programma tra Governo, Regione ed enti locali. Questo è, allo stato attuale, l'unico progetto concreto -termina Ronchi tra gli applausi - non comporta l'aggiunta di alcun binario, i lavori possono iniziare subito e, cosa importante, crea occupazione vera e non virtuale". 
Iniziano gli altri interventi. Sul banco degli imputati due soggetti: la Regione e il gruppo italofrancese Geie-Alpetunnel. E' il presidente della Coldiretti Carlo Gottero a puntare il dito sulla Giunta Ghigo: "Stiamo traducendo a livello locale il patto nazionale per il lavoro, dove si parla anche di infrastrutture. La Regione ha predisposto alcune schede progettuali. Una riguarda la Torino Lione e non considera neppure l'ipotesi di ammodernare la linea attuale". 
Il deputato Luigi Massa, invece, se la prende con Alpetunnel: "Pare proprio che i tecnici di questo organismo abbiano già fatto una scelta (quella del megatunnel e della nuova linea) indipendentemente dall'esito degli studi a livello intergovernativo". Considerazione che fa dire al consigliere diessino Vindigni: "Forse è il caso che l'incarico ad Alpetunnel sia sospeso". 
I consiglieri regionali Pasquale Cavaliere (verdi) e Antonio Saitta (popolari), da parte loro, promettono battaglia: "Occorre fare in modo che la Giunta Regionale smetta di fare demagogia e si impegni a fare in modo che vengano aperti i cantieri per l'ammodernamento della linea attuale". 
L'ambientalista Claudio Giorno avanza una proposta: "Qui ci vuole un arbitro. Alpetunnel fa quello che vuole, la Regione non svolge correttamente il suo ruolo istituzionale. Ci pensi il Prefetto Moscatelli a garantire un confronto serio. A parte lui, non abbiamo interlocutori coerenti". Il prefetto Moscatelli ascolta attento e ribadisce: "Occorre creare un tavolo di concertazione reale, dove siano rappresentate tutte le posizioni". Alla fine, tutti a casa. Un po' più sollevati, dopo le parole di Ronchi. Ma cosa diranno i suoi colleghi di governo? E la Regione Piemonte? Staremo a vedere. La battaglia è ancora lunga. 
Bruno Andolfatto