La Valsusa 16.7.98
Dichiarazioni di fuoco dagli imprenditori e dai vertici di Regione, Provincia,
Comunedi Torino. Poi Cimoli si rimangia tutto Martedì sera, finalmente, il cerchio
si chiude.
Dopo aver dichiarato, giovedì scorso, che non esistono le risorse finanziarie
per la linea ferroviaria veloce Torino-Lione e che il progetto prioritario è
quello del Gottardo(Svizzera), Giancarlo Cimoli, Amministratore delegato delle
ferrovie, si rimangia tutto. Prende carta e penna e scrive al presidente della
Regione Enzo Ghigo e, in pratica, afferma: ma chi lha detto che la Torino
Lione non sha da fare? Sono i soliti giornalisti che travisano e montano
le polemiche. Il Gottardo non ha nulla a vedere con la Torino-Lione (...),
un progetto non esclude laltro. Fine, stop, punto a capo. La settimana
di polemiche,di titoloni sulla stampa nazionale, di dichiarazionial calor bianco
da parte degli industriali e di politici, termina qui.
Sembra di esser tornati indietrodi un anno. Ricordate?Allora (luglio 1997) era
il ministro dellambiente Edo Ronchi a contrastare il suo collega ai trasporti
Claudio Burlando e a sostenere che la Torino Lione non era prioritaria.
E una settimana fa (così come un anno fa), dopo le dichiarazionidi Cimoli alla
conferenza nazionale dei servizi, si è subito scatenata la bagarre. La Stampa,
prontissima, venerdì scorso, ha subito pubblicato unintervista con Sergio
Pininfarina, presidente del Comitato per la direttrice ferroviaria transpadana
(un tempo si chiamava semplicemente Comitato Promotore Alta Velocità): Le
dichiarazioni di Cimoli non possono prevalere sulle ragioni delleconomia
e sulla forza dei fatti. Sono convinto che la Torino-Lione debba essere per
forza realizzata. E vai con i commenti catastrofici, sempre sul quotidiano
torinese, con Mario Deaglio che prefigura scenari dabbandono e isolamento
totale per la capitale subalpina e Lorenzo Mondo che paragona Cimoli ai Lupi
Grigi che scrivono morte al Tav sui viadotti della valle di Susa.
Tutti, o quasi, in coda a protestare i vertici di Regione, Provincia, Comune
di Torino, con poche differenze: Polo e Ulivo qui non centrano. Tra Ghigo,
Bresso e Castellani è una bella gara a chi fa la dichiarazione più roboante.
Vince la Bresso, che dice: Le dichiarazioni di Cimoli sono una follia.
Bella partita anche dentro lUlivo. Edi martedì mattina la notizia
di uninterrogazione parlamentare di Chiamparino, Merlo, Morgando, Acciarini,
Novelli, Valetto, Buglio, Larizza con Chiamparino (democratici di sinistra)
che arriva a minacciare il nostro passaggio allopposizione sulla
politica dei trasporti. Dallinterrogazione si dissocia il deputato
valsusino Luigi Massa che presenta una interrogazione autonoma. Motivo: Gli
altri deputati danno per scontato il quadruplicamento veloce del trattoTorino-Lione,
io no. Sarebbe meglio potenziare lattuale linea e frammentare i traffici
merci sullintero arcoalpino. Proprio la valle, in effetti, sembra
la grande assente dal dibattito che avviene sulla grande stampa e nei salotti
buoni. Ogni tanto fa capolino la considerazione che in valle lipotesi
della nuova linea crea problemi. Ma di discutere con le amministrazioni
e le popolazioni valsusine non se ne avverte più di tanto la necessità. Per
Frigieri il motivo è chiaro: Lunico dato certo è la crisi della
politica che rincorre i desideri dei potentati economici. Basta leggere che
cosa dicono Ghigo, Castellani e Bresso. Tutti a rincorrere gli imprenditori.
Sono sempre loro che comandano. Su quanto ha detto Cimoli giovedì non
mi farei troppe illusioni. Difatti, martedì sera, mentre il Consiglio
Regionale approva a larghissima maggioranza (contrari solo Verdi e Rifondazione)
un ordine del giorno che sollecita il via alla Torino-Milano e allaTorino-Lione,
il presidente Ghigo legge la lettera di Cimoli che si rimangia tutto (ovviamente
senza ammetterlo). Che è un po come dire: per una settimana abbiamo scherzato.
Ma su una cosa seria.
Bruno Andolfatto