La Valsusa 2-10-1997
IL CONVEGNO DEGLI INGEGNERI E DEI COSTRUTTORI
Lalta velocità
e il Piemonte, i problemi e le prospettive per lambiente, il territorio
e lo sviluppo industriale è stato il tema del convegno organizzato venerdì
26 settembre nel centro congressi dellUnione Industriale dalla Società
degli Ingegneri e degli Architetti di Torino. E stato un confronto a più
voci, entrato subito nel vivo del dibattito con la relazione di Sergio Pininfarina,
presidente del Comitato promotore Alta Velocità. Il traffico merci globale
crescerà entro il 2010 tra un minimo del 45 per cento e un massimo del 77 per
cento. Queste merci si concentreranno sempre più su grandi corridoi ed in particolare
su quello trasversale padano Est-Ovest.
Diventa quindistrategica la valle di Susa che già oggi congestiona ta
e satura in tutta la sua lunghezza dovrà attrezzarsi per una domanda aggiuntiva
assolutamente impossibile da soddisfare con le attuali infrastrutture.
Ed ecco il rischio: Se non realizzeremo la direttrice est-ovest Lione-Torino-Trieste,
il Piemonte rimarrà ai margini dellEuropa e verrà escluso dalla più importante
infrastruttura di trasporto in via di realizzazione nel nostro continente.
Unopera che, secondo Pininfarina, può diventare unopportunità
per la valle di Susa perché libera la linea tradizionale a favore del traffico
pendolare e turistico, riduce il traffico dei veicoli industriali su strada,
favorisce il riassetto urbanistico di molti comuni, può dare opportunità di
occupazione nella realizzazione ma anche nella gestione dellopera.
Tra i temi del dibattito anche il costo dellinfrastruttura. Ma Ezio Ponte,
direttore dellAmma, sostiene che è possibile calcolare il costo
che comporterebbe non realizzare lAlta velocità: il Piemonte sarebbe destinato
a perdere in ventanni da 200 a 300 mila posti di lavoro.
Qualche cenno è stato dedicato anche alle ipotesi progettuali. Lassessore
provinciale ai trasporti Campia ha nuovamente messo in luce lidea di un
tunnel più corto da Modane a Venaus, con una linea che taglia la valle di Susa
e, con una galleria, sbuca in Valsangone per dirigersi verso il centro intermodale
di Orbassano e, quindi, in direzione Torino. Lucio Lavella ha ribadito il tracciato
ipotizzato da Alpetunnel: tunnel di base di52 km. da St.Jean de Maurienne a
Venaus; attraversamento del Cenischia con tratto parzialmente in viadotto; tunnel
di 12,5 km fino al posto di movimento di Bruzolo (battezzato Bussoleno est);
posto di movimento allaperto a Bruzolo con 68 binaricon interconnessione
con la linea attuale, due tunnel(di 8160 e 310 m.), un tratto allaperto
(9,5 km. in viadotto) di 16 km. fino allaffiancamento allattuale
linea ad Alpignano, quadruplicamento in asse fino a Torino.
Fin qui la discussionein Piemonte, destinata a proseguire giovedì 2 e venerdì
3 ottobre a Chambery. Sono attese decisioni importanti, alcuni sostengono definitive.
Ma in bassa valle si conferma la ferma opposizione di comuni, comunità montana,
associazioni ambientaliste. Potrà lEuropa scavalcare tutti questi no?
B. And.