La Valsusa 23-1-1997 
ALTA VELOCITA’: LE CONCLUSIONI DELLA COMMISSIONE BURLANDO

1200 gli edifici a rischio 

E’ stata presentata al ministro dei Trasporti Claudio Burlando un’interessante relazione contenente le valutazioni dei tecnici designati dalle amministrazioni locali dei comitati costituitisi a tutela dei cittadini nelle regioni interessate al progetto delle linee ferroviarie del sistema ad Alta Velocità. Virginio Bettini, Claudio Cancelli, Roberto Galantini, Paolo Rabitti, Angelo Tartaglia, Mario Zambrini. Questi coloro che hanno redatto la relazione, che si è valsa di ulteriori contributi da parte di Andrea De Bernardi, Gian Carlo Spaggiari e Giovanni Spaggiari.
Questi tecnici hanno preso parte ai lavori del tavolo istituito dal ministro dei Trasporti per consentire un confronto di merito sui problemi dell’AV, lavori ai quali hanno partecipato anche dirigenti e tecnici delle società TAV e Italfer sis. TAV e che si sono suddivisi in quattro incontri, presso il ministero a Roma: 17 settembre,1° ottobre, 23 ottobre e 13 novembre 1996. Punto di partenza degli estensori del rapporto, comune ai comitati ed alle amministrazioni locali che li avevano incaricati, è stato l’essere pienamente concordi sulle necessità “strategica” di sviluppare organicamente e con decisione il sistema ferroviario nazionale, giungendo a spostare una quota consistente di traffico dalla strada alla ferrovia.
Il rapporto presenta una prima parte dove si tratta della filosofia del sistema e scelte tecniche del progetto, di considerazioni economiche e finanziarie, di impatti sull’ambiente e sul territorio, di costi non quantificati, di proposte. Ed offre tutta una serie di schede tecniche: considerazioni sulla velocità massima, considerazioni sulla domanda passeggeri, sulla domanda trasporto delle merci, sugli aspetti economici e finanziari. Interessante è la parte riguardante l’impatto sull’ambiente e sul territorio; dove si ricorda che ovunque la costruzione di linee ferroviarie ad alta velocità comporta problemi di natura ambientale, situazioni di conflitto con gli abitanti delle zone circostantii tracciati e contenziosi fra autorità locali e centrali hanno costantemente accompagnato l’entrata in funzione delle linee.
E vengono citati alcuni esempi: in Giappone proteste di massa tra il ‘70 ed il ‘75, dopo l’entrata in servizio dell’estensione del sistema Shinkansen fino a Sanyo costrinsero le ferrovie a rimandare la costruzione della TokioNarita, per intraprendere un programma di bonifica delle situazioni esistenti. Alla fine del1985, appena tre anni dopo il completamento del sistema Shinkansen, interventisu 32.000 edifici erano già costati circa 76 miliardi di yen per l’isolamento acustico ed altrettanto per le vibrazioni. Nonostante questo essi servirono solo a mitigare le situazionipiù critiche.
Nella relazione, al termine di tutta una serie di considerazioni sull’impatto ambientale, tecnici si dicono “non convinti che siano state eseguite le valutazioni di impatto ambientale in modo corretto nei dati forniti dalla TAV. E si parla di costi di indennizzo per i soggetti danneggiati, ricordando come, nel presentare l’ipotesi di collegamento Lyon-Torino agli abitanti della Maurienne le ferrovie francesi si sono offerte ufficialmente di acquistare, a prezzi ante operam e dietro semplice richiesta in un periodo di tre anni dopo l’entrata in funzione della linea, tutti gli immobili compresi in una fascia di 150 metri a destra ed altrettanti a sinistra dei binari. Ricordata in questo contesto anche la Valle di Susa, con i suoi 1200 edifici tra Bussoleno ed Alpignano nella fascia di possibile passaggio della linea, che potrebbero diventare 2000 aggiungendo gli edifici delle frazioni particolarmente esposte. Quali i costi per questa operazione? “I flussi passeggeri sono insufficienti a garantire l’economicità delle linee, avvicinandosi a valori sufficientemente elevati soltanto su parte della direttrice Milano-Roma. Non esistono ragioni economiche per le quali il trasporto merci sulle linee AV risulti competitivo sui trasporti su ferrovia ordinaria o su strada, in particolare in conseguenza del fatto che l’investimento per l’acquisizione dei carri necessari rimarrebbe a carico degli utenti. L’impatto acustico e da vibrazioni delle nuove linee è stato pesantemente sottostimato senza alcun reale fondamento al di fuori di quanto consolidato nella cultura internazionale al riguardo. Le valutazioni di impatto ambientale già effettuate sono in generale poco attendibili e contradditorie, tendendo in generale più a giustificare opere che a valutarle. Nel complesso l’intero progetto, a detta dei tecnici, appare fondato su presuppostieconomici e tecnici inconsistenti, sostenuto e giustificato con argomentazioni mutevoli a seconda delle circostanze, sovente contraddittorie, in assenza di dati precisi e di ipotesi operative credibili.
Gabriella Tittonel