Addio all’elettrodotto

Il progetto dell’Enel bocciato dal ministero


10 DICEMBRE - Elettrodotto addio. Si conclude così una lunga storia fatta di tira e molla, di idee e di proteste, iniziata nel lontano 1986. La linea avrebbe dovuto collegare Moncenisio a Piossasco, dove già arriva l’altro maxi-elettrodotto, quello che parte da Leinì.

Dopo un anno di lavori, la commissione per la valutazione dell’impatto ambientale ha espresso parere negativo alla realizzazione dell’opera. Le motivazioni della bocciatura della proposta dell’Enel sono assolutamente top secret, anche se sembra che sia stato giudicato eccessivo l’impatto nella parte bassa del tracciato, mentre in quella alta non ci sarebbero problemi.

In val Sangone, infatti, la linea avrebbe dovuto attraversare una zona ad elevatissimo contenuto paesaggistico e l’elettrodotto avrebbe rappresentato un rischio troppo grave per la vegetazione.

Per gli ambientalisti è una grandissima vittoria: soddisfazione del sindaco di Mompantero Romano Perino, del presidente di Pro Natura Mario Cavargna e del presidente della comunità montana bassa valle Luciano Frigieri.

La proposta dell’Enel, nel 1986, era stata fatta senza informare, in un primo tempo, i Comuni interessati. Il caso scoppia nel 1990, quando iniziano le opere di disboscamento a Villarfocchiardo. Dall’altro versante delle Alpi, gli ambientalisti francesi stanno già combattendo la loro battaglia. Anche là, nel maggio precedente, avevano avuto le loro soddisfazioni.

 


Pagina Web realizzata il 5/03/2000

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