DOMANDE FORTI PER ALPETUNNEL
di Giuliano Dolfini
L’ALTA velocità ferroviaria (o alta capacità) preoccupa non solo gli amministratori della val Susa o gli abitanti, ma ora anche i responsabili regionali del Piemonte (l’assessore ai trasporti William Casoni ed il suo collega della regione Rhone-Alpes francese, i quali hanno scritto (in forma riservata) al presidente della commissione intergovernativa franco-italiana per la linea Torino-Lione, Claude Villaine ed al collega paritetico Achille Vinci Giacchi. Insomma, un sollecito perché Alpetunnel - la società incaricata del progetto del maxitraforo ferroviario sotto il Moncenisio (52 chilometri con due gallerie) risponda ad una serie di quesiti di peso. Domande che di fatto sono quelle che in val Susa da quasi un decennio sindaci e cittadini, ambientalisti ed amministratori si pongono. E per le quali finora non vi è mai stata una risposta.
Infatti i due amministratori regionali, più la presidente della Provincia Mercedes Bresso, nella lettera di accompagnamento dicono: "Vi trasmettiamo i rilievi e l’elenco delle questioni comuni che noi ci poniamo, e alle quali converrebbe fornire risposte precise". Tra l’altro aggiungono: "Siamo persuasi che questa decisione (dar via al progetto, ndr) non potrà essere presa se non a partire da un fondamento tecnico soddisfacente e da un consenso politico totale, unito ad un coinvolgimento delle collettività e delle istituzioni territoriali". Inoltre aggiungono: "La decisione sarà naturalmente politica; ma sarà più facile la scelta se tutte le ipotesi di investimento e di funzionamento saranno state studiate e rese valide". Parole pesanti, sicuramente meditate.
In sostanza si vuole sapere cosa ha fatto finora Alpetunnel, con i suoi 100 miliardi di spese (ha richiesto recentemente altri 3-400 miliardi di finanziamento) e a che punto si trovano gli studi del tunnel, delle ipotesi di traffico e transito dei treni, della scelta delle linee di passaggio in val Susa.
Luna Nuova è venuta in possesso della lettera e dei quesiti posti. Ecco un elenco di ciò che riguarda migliaia di valsusini, e che ora anche gli amministratori della Regione e della Provincia vorrebbero conoscere. Anzi, ci sono più perplessità che certezze. E questo a tutto campo. Insomma si vuole chiarezza sulle difficoltà, sia tecniche che di gestione, di traffico, le implicazioni ambientali e le opposizioni in valle e della cintura torinese.
Ed ecco le perplessità sul super tunnel: "Numerose incertezze sussistono in particolare a livello di geologia e di sicurezza. Come garantire agli Stati risposte dettagliate per una decisione senza ambiguità da prendere entro il prossimo autunno?".
Quali le analisi che hanno condotto la Commissione internazionale governativa ad abbandonare la variante del 17 per mille (pendenza delle rotaie) nel tracciato comparativo A, B, C? E’ possibile ottenere lo studio di comparazione della variante A con quella B e quella C al 23 per mille? Quali i criteri di fondo utilizzati ed i loro dati relativi? Qual è il modo individuato per lo sfruttamento del corridoio che si vuole attrezzare? Quali sono le influenze delle pendenze su questi tipi di esercizio? Quali sono i criteri influenti sui vari tipi di esercizio? C’è omogeneità di caratteristiche sul corridoio? Sono state considerate tutte le soluzioni tecniche di tracciato e di pendenza? Su quali criteri le soluzioni intermedie in particolare quelle a tunnel multipli sono state scartate? Come è studiata l’ottimizzazione dell’esercizio, dall’aumento della capacità della linea esistente, fino alla messa in servizio dell’opera? Perché la soluzione di un esercizio quasi automatizzato del tunnel non costituisce oggetto di un chiaro dibattito? Ed infine un’altra bella domanda per Alpetunnel: cosa succederà se gli studi geologici rivelassero dei problemi gravi poco prima del vertice italo-francese del prossimo autunno?
Ed ecco le altre domande relative alle linee italo-francesi. Qual è lo schema per merci e viaggiatori, la coerenza col progetto del tunnel e l’omogeneità degli itinerari? Quali le possibili evoluzioni? Le condizioni minime per la messa in servizio? Qual è la realtà della autostrada ferroviaria? Tra dove e dove, in che tempi ed a che costi?
Passiamo ai traffici: quali gli studi e l’attualità dei traffici merci e viaggiatori? Si possono determinare orizzonti comuni per gli studi del traffico internazionale, nazionale e regionale? Chi garantisce la coerenza di questi studi? Vi sono poi domande sul contesto generale. Eccole: quali le analisi sulla concorrenza con i progetti svizzeri? Qual è la logica globale degli attraversamenti alpini? Quali le fattibilità di interconnessione con altri assi viari e altre destinazioni (in particolare Monginevro sud-est francese) compreso l’utilizzo della linea attuale?
Vi è poi l’aspetto istituzionale di questo maxi progetto: ed ecco altri quesiti. Quali le competenze tecniche e territoriali dei gruppi di lavoro della commissione intergovenativa? I loro metodi di lavoro? Come sono presentati e discussi questi lavori? Chi garantisce la pianificazione ed il rispetto delle scadenze? Chi è responsabile dei ritardi? Chi si prende la responsabilità di certificare entro il luglio prossimo la fattibilità tecnica e finanziaria del progetto davanti ai ministri e ai governi? Insomma una gran bella serie di domande, alla quale Alpetunnel dovrà rispondere. Non solo agli amministratori regionali e provinciali. Ma anche alle nostre Comunità montane, sindaci ed ai valsusini coinvolti. Appena saremo in possesso delle risposte, le pubblicheremo.
luna nuova n. 13 venerdì 18 febbraio 2000