CONVENIENZA E SOSTENIBILITA' DELL'OPERA

È interesse dei cittadini che la convenienza e la sostenibilità economica delle opere da realizzare siano analizzate con cura. Senza un’attenta valutazione di questi fattori si possono avere imprese come quella di Eurotunnel, le cui azioni sono scese del 95% dal 1987 ad oggi(2005). Migliaia di privati sono stati coinvolti in un’operazione finanziaria disastrosa; il governo francese è dovuto intervenire, con il denaro di tutti, a ripianare il debito.

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Un tunnel tra Italia e Francia che devasta essenzialmente il territorio italiano

Si progetta un tunnel di 54 kilometri, di cui 46 sarebbero sotto le montagne in territorio francese. Il maggior impatto sarebbe legato ai tratti all'aperto e riguarderebbe essenzialmente le zone ad alto valore residenziale della Valle di Susa, oggi diventata di fatto cintura residenziale di Torino. Vi sarebbero 20/30.000 abitanti coinvolti, migliaia di abitazioni, scuole, uffici, paesi interi che vedrebbero il loro valore residenziale compromesso per sempre.


Schema tratto dal depliant di Alpetunnel

 

Volete sapere quanto costerebbe e quando entrerebbe in servizio?

Le cifre si sprecano. Nessuno può immaginare la spesa definitiva; gran parte degli studi geologici sono ancora da fare. Si parla di preventivi attorno ai 16 miliardi di € solo per il tunnel di base, ma in genere i costi prima della fine dei lavori raddoppiano, e in questo caso potrebbero anche triplicare. Se l’opera fosse realizzata nei tempi attualmente dichiarati (cosa quasi impossibile), i proponenti vorrebbero utilizzare il tunnel intorno al 2020.


Se anche fosse realizzato sarebbe inutile perché...

Entro quel periodo altri due nuovi tunnel, attualmente in avanzata fase di realizzazione con costi di costruzione per kilometro inferiori, sarebbero completati tra Italia e Svizzera. Essi saranno in grado di far passare complessivamente 60 milioni di tonnellate di merci all’anno attraverso le Alpi; le FF.SS hanno stipulato recentemente un accordo commerciale con le ferrovie svizzere per l'incremento del passaggio di merci attraverso le linee di quel paese.

Un tunnel di 54 chilometri sotto alle Alpi? NO grazie!

Il tunnel che si sta studiando sarebbe il più lungo e costoso mai realizzato sotto alle Alpi. Le difficoltà di realizzazione si presentano, già sulla carta, maggiori di quelle incontrate sotto alla Manica. Si sono già spesi 500 milioni di € in studi geologici, e ne sono stati richiesti altri. Poche sono le certezze cui si è giunti, anche per ciò che riguarda la eventuale realizzazione. Sulla stima reale dei costi ….nebbia totale. Né viene preso in considerazione come possa una linea così costosa, in competizione con altre, ragiungere un bilancio di esercizio.

 

MIRAGGIO OCCUPAZIONALE ED APPALTI


Vogliamo l’ammodernamento delle linee attuali:
    produrrebbe occupazione

In generale, l'ammodernamento delle linee esistenti, l'introduzione delle nuove tecniche di segnalazione e controllo, l'adozione del cadenzamento, migliorerebbe il servizio e creerebbe posti di lavoro. Invece le FS continuano a smobilitare l’organizzazione esistente, salvo promuovere dirigenti ad ogni occasione. I nuovi cantieri dell’Alta Velocità darebbero, per effetto del sistema di appalti e subappalti, prevalentemente lavoro precario, sottopagato ed effettuato in condizioni critiche per ciò che riguarda la sicurezza, salvo che per una minoranza di tecnici itineranti. Quindi non si tratterebbe di lavoro per le popolazioni locali ma prevalentemente per gli immigrati. La concentrazione in una zona ristretta di una larga popolazione priva di prospettive di occupazione durevole, è destinata - a prescindere dalla sua origine - a produrre una serie di problemi nei territori interessati, tra cui il possibile proliferare di attività criminose. Senza contare le attività mafiose collegate agli appalti, già sperimentate in altre occasioni in valle e, a proposito dell'Alta Velocità stessa, fuori valle:

"Gli accertamenti disposti dalla Commissione parlamentare antimafia hanno offerto un coacervo impressionante di riscontri ai preoccupanti segnali circa l'inizio, fin dal 1994, di una azione di penetrazione della camorra nei lavori inerenti all'opera ferroviaria in questione, con riguardo alla tratta Roma-Napoli; segnali che avevano indotto la Commissione parlamentare antimafia ad avviare tramite lo SCO (Servizio centrale operativo della Polizia di Stato) ulteriori approfondimenti. I loro risultati hanno anzi ampliato il quadro facendo emergere anche la presenza di elementi legati alla mafia siciliana nell'assegnazione e nell'esecuzione dei lavori. Il tutto in un vortice di rapporti con personaggi e società di varia estrazione politica coinvolti a vario titolo nella tangentopoli milanese"
Tratto dal "Bollettino delle giunte e delle commissioni parlamentari" del 18-1-1996

 Il sistema degli appalti

Ormai l’argomento è trattato in libri e saggi di autorevoli esperti. Le vicende processuali collegate all’alta velocità hanno contribuito a far luce su un fenomeno definito da alcuni "La truffa del secolo". Ciò che è doveroso annotare è che, alla data del 30 aprile 2000, l’unico appalto effettuato col sistema della gara internazionale ( tutti gli altri lavori sono stati assegnati col sistema dei General Contractors -fonte: sito TAV-, successivamente appaltati e poi ancora a loro volta subappaltati), quello per la realizzazione del nodo di Bologna, affidato in un primo momento a Fiat e soliti, per 10.000 miliardi di lire, è stato aggiudicato a una multinazionale spagnola con un ribasso del 48%, con una spesa di 5.200 miliardi soltanto. Questi dati parlano più chiaro di qualsiasi altra spiegazione.


DOCUMENTI

Aprile 2004 - Eurotunnel, la rivolta dei piccoli azionisti
Il tunnel sotto la Manica è sempre più in crisi, i Francesi si consentiranno un altro flop con la Torino - Lione?

Scarica l'articolo di Cesare Martinetti tratto da La Stampa



La leggenda della Lisbona - Kiev
Ecco un articolo dell'economista Marco Ponti tratto dal sito www.lavoce.info che ha per titolo:

La leggenda del corridoio Lisbona - Kiev



Il problema dei finanziamenti delle grandi infrastrutture

in visione un estratto del Libro Bianco della Comunità Europea in cui vengono messe in luce le difficoltà di riperire finanziamenti privati e la necessità di ottenere il 20% del costo dell'opera a fondo perduto dalla UE.

 

                   
Immagini tratte dal sito www.tav.it