CAPIRE E DECIDERE CON RESPONSABILITA’

 

 A cura della redazione di Legambientevalsusa

 

E’ stata convocata per il 29 settembre la 2° riunione della Conferenza dei Servizi sulla Torino-Lyon, a Roma.

A favore della linea in questi giorni stanno di nuovo intervenendo in tanti: Chiamparino, Loyola de Palacio, Bresso, perfino Bottiglione, ma le comunità locali restano ferme e contrarie con i loro sindaci in testa. La responsabilità che hanno sempre dimostrato fa ben sperare, anche perché le ragioni del No all’opera sono cresciute nel tempo, mentre quelle dei fautori dell’opera appaiono sempre più vaghe e non. Insomma, è chiaro che l’opera non è prioritaria e che sarebbe finanziariamente un bagno di sangue per tutto il paese. Fin troppo evidente che le pressioni del mondo imprenditoriale e di parte di quel politico per far partire l’opera sono enormi, perciò i Sindaci e gli amministratori che si oppongono avranno ancora bisogno del nostro sostegno.

Dalla lettera della seconda convocazione della Conferenza dei Servizi e dal fin troppo striminzito verbale della prima riunione allegato rileviamo notizie che dobbiamo necessariamente commentare e portare a conoscenza di tutti:

A)    Innanzi tutto pensavamo che se la prima riunione della Conferenza dei Servizi si era tenuta a Torino “per dare in concreto segnale della volontà di colloquiare col territorio”, anche le successive eventuali sedute sarebbero state convocate a Torino. Invece no, la convocazione è a Roma, forse, invece di colloquiare, che  intendano litigare? D’altronde i nostri sindaci in questi anni hanno già speso tanti di quei soldi pubblici per ascoltare i signori romani… chi ne ha ancora può senza dubbio spenderne altri…

B)     Lo stralcio del provvedimento autorizzativo dell’opera in oggetto dalla legge obiettivo “per ricondurlo alla legge ordinaria” avrebbe trovato riferimento, secondo il verbale della prima riunione, sia nel DPEF 2007-2011 sia nell’Allegato Infrastrutture, documenti approvati dal CIPE. Ai Sindaci ed ai Valsusini il compito di cercarli, leggerli se li trovano ed interpretarli (se ci riescono). Puro Burocratese! Non una comunicazione diretta agli enti interessati con i riferimenti precisi. L’ennesima caccia al tesoro a cui purtroppo siamo abituati dai tempi dei primi progetti.

C)    Mentre i nostri amministratori per bocca di Ferrentino, dichiarano che questo tipo di conferenza può essere intesa solo come consultiva, l’Arch: Fontana, presidente della Conferenza dei Servizi dichiara che “non ha valenza esclusivamente consultiva”, tant’è vero che “gli elaborati progettuali esistenti sono posti alla base dell’attuale Conferenza”.

D)    L’Architetto di cui sopra dichiara inoltre che “l’attuale procedura sostituisce quella precedente (…) con la conseguente interruzione dei suoi effetti, fatti in ogni modo salvi quelli già prodotti”. Come dire che da zero non si riparte o abbiamo capito male?

E)     Abbiamo capito benissimo, infatti, il verbale continua “Infine è stato chiarito che la Conferenza dei servizi dovrà avviare i propri lavori sulla base dei progetti già redatti, definitivo per LTF e preliminare per RFI” (e qui dimenticano di citare il progetto esecutivo del tunnel geognostico di Venaus contenuto nei progetti stessi). 

F)     A questo punto i progetti sono stati inviati agli enti interessati, ma qui emerge un’altra assurdità; i comuni della Gronda hanno ricevuto solo quello della Gronda e quelli da Borgone su solo quello di LTF (fino al confine di Stato). Da ciò deriva che solamente la Comunità Montana Bassa Valle ed il comune di Borgone, che li hanno ricevuti entrambi potrebbero avere una reale visione d’insieme del progetto Torino-Lyon (fino al confine s’intende). Se il progetto è tra Torino e Lyon non sarebbe logico averlo a disposizione nella sua completezza? A novembre abbiamo chiesto alla UE, che se i proponenti proprio devono inviarcelo, almeno lo diano completo, da Torino a Lyon! E’ pretendere troppo? O hanno paura che scopriremmo qualche altra magagna?

G)    Ma i progetti parziali, quelli che hanno inviato, erano “leggibili”? No! Perché i DVD inviati ai comuni mancano di decine di files che nell’elenco allegato alla lettera accompagnatoria erano dati per esistenti.

H)    Neppure la Comunità Montana BVSVC potrebbe esaminare correttamente il suoi progetti, questa volta cartacei, perché le cartine sono spesso illeggibili, i colori si confondono, i dati spesso si contraddicono tra loro. Come se non bastasse, per leggere tutti quei documenti contenuti in 13 scatoloni, ovvero un’ottantina di faldoni, occorrerebbero schiere di tecnici per mesi.

I)       La prova che i progetti inviati a fine agosto da RFI e LTF mancano di dati essenziali, sta nella lettera accompagnatoria in cui si dichiara che nel progetto inviato esistono refusi e se ne richiede la correzione ai comuni e Comunità Montane! Quanti tecnici ed avvocati sarebbero necessari per affrontare una simile lettura? Quali i costi? Quanto il tempo necessario?

J)       Tra l’altro il progetto (definitivo) di LTF contiene il progetto esecutivo per il tunnel geognostico di Venaus, progetto che specifica modalità attuative che portano a pensare che entro l’anno comincerebbero i lavori a Venaus con tanto di cantiere circondato da fili spinati e barriere metalliche stile “campo di concentramento. La cosa non può rassicurare.

K)    Il famoso “Osservatorio” non può operare con competenza sull’opera se non dispone del progetto corretto (senza refusi per intenderci). Tanto meno avrebbe senso che questo organismo ragionasse su opzioni zero o ipotesi di percorso alternative senza avere prima ottenuto preciso input politico dal governo, ovvero in presenza di un NO all’opera, ed al Tunnel di Base in particolare, (ma la decisione politica spetta sempre al governo, lo ha detto Virano); se ci si muovesse su queste ipotesi senza questo input governativo si aumenterebbe solo l’aria fritta, con costi aggiuntivi e tempo perso per tutti.  Il governo va avanti sull’opera in oggetto e sul Tunnel di Base, quindi l’Osservatorio è inutile, anche se molto costoso.

L)     Concludendo, la Conferenza dei Servizi è una procedura amministrativa precisa che nell’arco di 270 giorni porta all’inizio dell’opera. Questa conferenza vota a maggioranza e naturalmente chi si oppone, non viene messo in condizione di ottenerla. Per di più, non si sono messi i nostri rappresentanti locali nella condizione di conoscere tutto il progetto, e, trattandosi di una valle alpina, non si può dire che la ricaduta dei due progetti attuali sul suolo patrio (e di quelli sul territorio francese) non sia interdipendente…

Ci troviamo in queste condizioni a distanza di circa 12 anni dal momento in cui abbiamo iniziato ad evidenziare l’assurdità dell’opera, ma la spinta per iniziare l’opera è sempre fortissima. In queste condizioni dovremo dare il massimo supporto ai nostri amministratori. Avranno un compito difficile, ma non impossibile, sanno che possono contare su di noi e su milioni di persone che hanno capito…su molti amici a Roma ed a Bruxelles che ci aiutano.

Forse invece non hanno ancora avuto notizia, e glielo anticipiamo, delle importanti iniziative di opposizione alla Torino-Lyon che i nostri cugini francesi, dopo le decisioni di Lanslebourg stanno attivando.

Circa un anno fa vivemmo tutti un momento difficilissimo, speriamo che non si ripeta, anche se la responsabilità dimostrata da tutti, permette oggi di ricordarlo come un momento di “democrazia partecipata”. La spontaneità di quegli avvenimenti e la responsabilità da assumere affinché non si ripetano, dovrebbe far riflettere tutti noi che ci opponiamo ma sopratutto coloro che l’opera la vogliono ad ogni costo.

Da parte nostra, grazie ai tanti nuovi amici continueremo ad approfondire gli aspetti ambientali, tecnici ed amministrativi della questione per quanto possibile e finché sarà utile. 

 

15 settembre 2006.