OSSERVATORIO 10-12-2008 - Sintesi interventi alla Presentazione DOSSIER UE
(Come passare dalla commedia al teatro comico)
Ferrentino ancora una volta non è incisivo rispetto alle affermazioni di Virano.
Supplisce in parte questa mancanza Plano che però azzera l’incisività del suo intervento con l’affermazione che “l’Osservatorio ha fatto splendido lavoro in due anni mettendo insieme molti dati”, infatti, il lavoro di raccolta dati è risultato inutile viste le conclusioni che non ne tengono conto.
Corgiat si preoccupa di cose che neppure RFI conosce.
I progetti saranno fatti a cavallo delle elezioni con sindaci nuovi. L’osservatorio ha fatto splendido lavoro in due anni mettendo insieme molti dati
Mattioli sintetizza la realtà mediatica della vicenda mettendo il dito nella piaga denunciando che tutto è stato ingegnosamente predisposto affinché passi l’idea che il dissenso non esista più.
Ferrentino continua nel suo tentativo di distrubuire il finanziamento su tutta la tratta tra Torino e Lyon ed un po’ pateticamente continua a credere di avere qualche chance che il FARE sia considerato.
Vair spiega la posizione dei NO TAV e parla dell’inqualificabile teatrino che si è visto (da Pra Catinat alla concessione dei finanziamenti) e chiede i documenti ufficiali anche in vista di un ricorso alla UE.
Si dimostra consapevole anche il Prefetto che l’accordo con la popolazione non c’è.
Virano: “Bisogna ricercare un punto di equilibrio per non arrivare alla logica che comanda/vince il più forte. Dobbiamo fare un quadro chiaro di come la si pensa.” Frasi che si commentano da se.
E conclude con “Chi vuol fare ricorso lo faccia pure ma ha scarse possibilità” Chiarendo a tutti che oltre che di ingegneria e di burocrazia pensa di essere un esperto anche di giurisprudenza.
“Le decisioni sono comunque politiche e non tecniche perché l’Osservatorio non ha sancito l’indispensabilità della nuova linea. La si vuole per scelta come si può volere una casa più grande che servirà anche a nipoti o pro nipoti anche se quella attuale va ancora bene.”
Questo è il punto centrale: Virano ammette che la linea attuale non è satura e ripete lo slogan utilizzato quando non si sa dare spiegazioni logiche “si tratta di decisioni politiche”. Praticamente superiori ad ogni logica trasportistica, di costi/benefici, avulsa da scelte tecniche ma fatte per il bene comune dei nostri nipoti…a cui viene trasferito il debito immane. Peccato che nessuno parli dei costi… che sono aumentati… l’argomento fa venire l’orticaria al signor Virano, che ebbe l’ardire tempo fa di autodefinirsi “un facilitatore”. Evidentemente non legge i comunicati della Corte dei Conti, anche “Facilitator” ha dei limiti…
Promette futuri sviluppi per il FARE, e spera di coinvolgere i privati tramite un finanziamento BEI sulla tratta italiana per la quale evidentemente non c’è neppure un euro…
Si sta passando dalla commedia al teatro comico. La speranza è che tutto ciò non si trasformi in un dramma per tutti i risparmiatori italiani ed in particolare per gli abitanti della Valle di Susa…