Esaminato il progetto da Villar Focchiardo a Collegno emergono diverse criticità
inerenti rumore, falde acquifere, rischi di esondazione, problematiche ambientali
della collina morenica, presenza di amianto, viabilità insufficiente,
mancata ubicazione dei cantieri e delle discariche, degli approvvigionamenti
idrici ed elettrici, conseguenze sugli acquedotti e le sorgenti, mancanza della
determinazione delle fasce di rispetto riguardo alla costruzione della linea.
Più in particolare sono stati esaminati appena 37 km del percorso da
Villar Focchiardo a Venaria su oltre 120 km di percorso totale. Verranno analizzati
in seguito le altre parti del percorso.
I 37 km di tracciato esaminati si possono così suddividere:
21 km di gallerie (sei tratte) di cui la più lunga di km 14,224 (Sant’Antonino-
S.Bernardino di Trana; 4 km di questa galleria interessano il versante della
Valle di Susa, con relativo scavo dalla finestra di Sant’Antonino.
La quantità di smarino da estrarre sul versante della Val Sangone equivale
quindi a 17 km di scavo nella roccia su due canne di 9 metri di diametro.
Il volume di materiale di risulta estratto dagli scavi corrisponderebbe a 2.875.000
m3; in tale calcolo si esclude la quantità di smarino estratta dalla
finestra di Selvaggio lungo 1.830 m e quella di Sant’Antonino di 800 m di cui
non è possibile il calcolo non conoscendone il diametro. Il calcolo dei
metri cubi di smarino è questo: 17 km per ogni canna, per due canne dal
diametro di 9 metri, equivale a 2.162.000 metri cubi circa di roccia, per ottenere
il volume reale da smaltire con i camion e calcolarne il numero di viaggi bisogna
aumentare di 1/3 il volume della roccia, aumento di volume dovuto allo sminuzzamento
della roccia causato dalle frese o dall’esplosivo. Perciò il volume reale
di roccia è di 2.875.000 m cubi.
a) 3,5 km di trincea (undici tratte) di cui non è stata valuta la quantità
di materiale estratto, poiché dagli elaborati progettuali non si evincono
le altezze dei relativi sbancamenti,
b) 8,6 km di rilevati (quattordici tratte), tra i 5 ed i 12 metri di altezza
per una larghezza media di 30 metri equivalenti ad una quantità attorno
a 2.400.000 m3 di materiale da movimentare (calcolato su una media di 7 metri
di altezza del rilevato).
c) 3,4 km di viadotti (sei tratte) con altezza variabile da 4 a 16 metri. Quattro
di questi viadotti attraversano il Torrente Sangone tra San Bernardino di Trana
e Rivalta. Un quinto viadotto servirebbe per passare sulla Dora Riparia.
Partendo da monte, elenchiamo le criticità che appaiono più evidenti.
Villar Focchiardo
la galleria passa sotto l’area del T. Gravio soggetta a Debris Flow durante
l’alluvione del 2000; il rilevato di 575 m seguito da viadotto di 175 m ed altro
rilevato di 215 m in fronte al paese di Villar Focchiardo, provocherebbero gravi
impatti acustici, anche in conseguenza del fatto che la velocità prevista
per quella tratta è di 220 km/h; l’area verrebbe interessata da scavi
e cantieri in successione ad una quota attorno ai 430 di quota, ovvero appena
al di sopra dell’abitato più antico, con interferenze su acquiferi, pozzi,
acquedotti e loro possibili inquinamenti. Il rumore peraltro rimbalzando sulle
pareti delle montagne creerebbe un effetto eco che aumenterebbe l’impatto acustico
nella zona, anche a considerevoli distanze.
Sant’Antonino
La finestra prevista, lascia supporre la presenza, tra l’altro non indicata
nello studio di fattibilità, di cantieri, dormitori e strutture per gli
operai, manca totalmente la viabilità di accesso alla finestra; inoltre
non esistono studi di vulnerabilità relativi alle fonti di approvvigionamento
idrico, quali sorgenti, pozzi, corsi d’acqua, ecc..;
Si annota che tra il km 75,5 ed il km 76,5 è prevista una galleria unica
a 4 binari per una lunghezza di 960 m. la quota del terreno sovrastante è
attorno ai 507 m slm e la quota di progetto è di 429 m slm. La lunghezza
della galleria fa supporre che tecnicamente questa soluzione sia necessaria
per permettere il superamento nei due sensi di marcia dei treni passeggeri rispetto
ai più lenti merci, lunghi 750 metri. Non viene però chiarita
la velocità di crociera dei treni merci, e visto che è Orbassano
la meta di questi treni, ne dovrebbero passare parecchi, con conseguenze negative
sulla velocità di crociera dei treni passeggeri AV da 220 km/h.
*Nota- In pratica tecnicamente non avrebbe nessun senso far circolare dei treni
passeggeri tra Bussoleno e Orbassano nella tratta considerata. Il risparmi o
di tempo peraltro non esisterebbe rispetto ad un passaggio all’esterno sulla
linea storia come oggi avviene, a velocità di 160 km/h.
Prevedibile l’estrazione dalla finestra di Sant’Antonino di inerti relativi
alla doppia galleria per almeno 4 km in direzione Giaveno e per 1,5 km in direzione
di Modane. Il volume previsto per ogni galleria è di 5,5x 63.585= 350.000+
1/3 x 2 (gallerie) = 900.000, 1.000.000 m cubi (considerando anche la galleria
a 4 binari), ovvero 50.000 camion che con ritorno diventano 100.000 passaggi,
calcolando in 10 anni i lavori sarebbero 10.000 all’anno solo per lo smarino.
Prendendo per buona la lista delle discariche di smarino previste nel progetto precedente, con percorso sull’altro lato della Valle di Susa, e valutando che le discariche sono necessariamente realizzate, almeno quelle temporanee (poi in genere da temporanee diventano definitive), vicino ai luoghi di scavo, è prevedibile l’utilizzo di tutte le discariche già previste a hiomonte, Gravere, Susa, Bussoleno, Bruzolo, San Giorio, San Didero, San’Antonino e Borgone. Forse verrebbero utilizzate anche quelle di Venaus e Novalesa. Se questo fosse il tracciato è possibile che le discariche di Caprie, Almese e Sant’Ambrogio verrebbero attivate, ose necessario, solo in un secondo tempo. La viabilità interessata però in questo caso sarebbe quella delle Statali e provinciali, evitando di massima l’autostrada, il che complicherebbe ancora di più la vita in tutti i paesi citati.
Coazze-Giaveno
Il tracciato della galleria entra nel territorio comunale di Coazze in prossimità
di Roccia Corba (1477 m slm) ad una quota di 425 m slm con un carico litostatico
di oltre 1.000 m. La velocità prevista all’interno di questa lunga gallerie
di 14 km è 220 km/h.
Il tracciato prosegue in sotterraneo in prossimità della Borgata Valsinera
ed una finestra di cantiere lunga 1.830 m è prevista in prossimità
di Selvaggio con imbocco dal rio Tortorello (Fattorello) ad una quota di 610
m slm. La finestra di Selvaggio di 1.830 realizzata per iniziare un fronte di
scavo avrebbe dunque una pendenza media, superiore al 10% dovendo collegare
i 610 m dell’uscita con i 419 di quota della galleria, con una discesa di 191
m. probabili problemi di allagamento, inquinamento acque ed aria. Prevedere
un campo base, la stazione di betonaggio e gli stabilimenti di realizzazione
dei conci in loco è abbastanza logico. Anche in questa zona non esiste
nessuno studio di impatto ambientale sugli acquiferi. La questione più
complicata risulterebbe comunque lo smaltimento dello smarino valutato in oltre
1.000.000 di m3 che transiterebbe da questa finestra; anche in questo caso manca
del tutto una viabilità adeguata ed una localizzazione delle discariche.
Il Calcolo dello smarino estratto dalla finestra Selvaggio ( progressiva km
82,00).
Calcolando l’estrazione progressiva da ogni finestra in quantità uguali,
per questioni di cantieristica e di velocità nei lavori, i fronti di
scavo di questa galleria sarebbero 3: finestra Sant’Antonino (progr km 77,00,
finestra Selvaggio e imbocco galleria San Bernardino (progr km 89,671). Tra
Selvaggio e la finestra di Sant’Antonino ci sono 5 km e sarebbero scavati 2,5
dal versante di Selvaggio. Tra Selvaggio e San Bernardino ci sono 7,671 km,
per cui per almeno 3,5 km lo smarino sarebbe estratto da Selvaggio. Dunque dalla
galleria che sbucherebbe in Rio tortorello sarebbero estratti inerti relativi
allo scavo di 2,5 km+3,5 km=6 km x2 (gallerie)=12 km x 63.585= 763.000 m cubi
aumentati di 1/3 per l’aumento di volume roccia tritata pari a 1.015.000 metri
cubi.
E’ utile far notare che pur utilizzando per il trasporto i camion da 20 mc (
i pellicano), i più capienti oggi utilizzati, si tratterebbe di 50.000
viaggi carichi e altrettanti per il ritorno. 100.000 passaggi di camion su strade
non adatte, e senza alcuna alternativa seria. Se Vi parlassero dei nastri trasportatori
Vi sarà utile vedere che fine hanno fatto presso le discenderie di Modane:
distrutti e inutilizzabili.
In località Villanova (570 m slm) e Lussiotti (540 m slm), la galleria
è prevista a 414 m slm, la scarsa distanza tra la superficie e la galleria
implicherebbe la possibilità di vibrazioni. *Nota - Bisogna qui ricordare
che negli elaborati progettuali più approfonditi si descrivono 2 tipologie
di scavo: Tradizionale ( esplosivo) e fresa. Il primo metodo si utilizza per
gli imbocchi delle gallerie e dove si incontra roccia troppo dura, come le rocce
verdi.
Più a valle, la galleria a 412 m slm passerebbe sotto la centrale elettrica
(496 m slm) con problemi analoghi a quelli sopra descritti. Il passaggio in
corrispondenza alla centrale è utile per i progettisti anche per prevedere
la stazione di approvvigionamento elettrico per la linea in fase di utilizzo.
Baita Pogolott i- Rio Orbana, la distanza tra superficie (466 m slm) e galleria
(410 m slm) essendo minima aumenta i rischi. *Nota - Da annotare il problema
del potenziale inquinamento acque sotterranee durante gli scavi e la costruzione
eventuale delle gallerie, con oli esausti utilizzati nella fase di impalcatura
(vedi denuncia ai costruttori nel Mugello), e durante la fase di esercizio successivo
(incidenti). L’acqua sarebbe in parte estratta dalle finestre e mandata nei
corsi d’acqua, una parte di questa percorrerebbe la galleria scendendo fino
a San Bernardino, confluendo direttamente nel Sangone. Il torrente fornisce
acqua agli acquedotti sottostanti Trana, bruino,Sangano, Rivalta, Torino, le
conseguenze sarebbero perciò potenzialmente gravi. Stesso discorso, con
conseguenze per la Dora, sul versante di Sant’Antonino e Villarfocchiardo.
San Bernardino - Trana
In borgata Durando la galleria passerebbe a soli 43 metri sotto la superficie.
Con rischi analoghi a quelli appena descritti.
Il primo attraversamento del Sangone con Viadotto di 200 metri in area esondabile
corrisponderebbe ad un altro cantiere e base logistica per gli operai. Il rischio
di “effetto diga dei rilevati che precedono e seguono il viadotto in un’area
recentemente alluvionata è evidente. Il Viadotto di 200 metri in corrispondenza
di San Bernardino, preceduto da un rilevato di 72 m e seguito da un altro rilevato
di 200 m, il tutto ad una distanza dall’abitato di San Bernardino attorno ai
500 metri, ed a 200 metri dalla borgata di Pianca sull’altra riva del Sangone
potrebbe provocare disturbi acustici notevoli, amplificati da due fattori: l’esistenza
delle colline che farebbero rimbalzare il rumore, e la prevista velocità
di 220 km/h dei treni. Ad ogni passaggio di un treno passeggeri ai 220 km/h
si passerebbe dal silenzio assoluto della zona ad una fase di rumore “sbucato
dalla galleria” della durata di circa 10-12 secondi.
L’entrata in galleria di 1,727 m, nel Truc Belvedere e successiva collina a
Sud della ex cava di Trana lascia prevedere, come d’altronde si evince dalle
carte geologiche, l’estrazione di serpentini, materiali contenenti amianto (la
cui evidenza aveva costretto negli anni passati a chiudere la cava vicina).
La quantità stimabile di serpentini estratti è di 300.000 mc.
Ben strano che i progettisti non abbiano valutato questo rischio. Calcolo: galleria
1.727 m x 63.585 + 1/3= 146.049 x 2 (gallerie). *Nota - Va ricordato il metodo
di rilevamento “per legge” dell’amianto, con un campione da ogni cumulo di 500-1.000
metri cubi, dopo che questo è stato depositato all’aperto. Va ricordata
anche la metodologia prevista dalla legge di “innaffiamento o copertura con
teloni” dello smarino potenzialmente pericoloso depositato vicino ai luoghi
di estrazione prima che sia eventualmente allontanato. Tralascio sulla questione
delle polveri sparse lungo le strade…
All’uscita dalla galleria, nei pressi della frazione Moranda, verrebbe costruito
un lungo viadotto di 1.606 m. ad un’altezza di 13 - 16 metri da terra, che servirebbe
sia per superare la SS 589 e per la seconda volta il Sangone, sia che per evitare
la zona esondabile del Sangone a Sud di Trana. Questo viadotto creerebbe però
grossi problemi di rumore su Trana, distante non più di 300 m, e sulle
aree edificate ad Est di Borgata Moranda e Sangano, ciò a causa dell’alta
velocità prevista dai treni, 220 km/h, sia a causa dell’inclinazione
naturale del rumore verso l’alto di 15°, sia per la particolare conformazione
geomorfologica del territorio con colline che riverbererebbero il rumore. *Nota
sulle barriere fonoassorbenti- Da annotare che l’altezza delle barriere può
arrivare fino a 8 metri, creando un impatto visivo critico. Il problema del
rumore però difficilmente verrebbe risolto, poiché la distanza
tra i due binari e l’esistenza di colline che fanno rimbalzare il rumore, non
permetterebbe di rendere l’impatto acustico accettabile.
Sangano
In quest’area la linea interferirebbe ambientalmente con la collina morenica
con una galleria di 640 m, due brevi trincee e due rilevati, il primo di 92
m, il secondo di 1.150 m. con altezza di circa 5 m. problematica la schermatura
del rumore su Villarbasse e Sangano che distano rispettivamente 1 km e 600 metri.
Bruino
La distanza della linea dal paese è di circa 300 m., si proseguirebbe
con un’altra galleria di 1.000, ancora nella collina morenica e con successivo
rilevato di 1.330 di lunghezza per 5 metri di altezza verrebbero riproposti
i problemi già visti a Sangano. Da questo punto fino ad Orbassano il
tracciato previsto sarebbe tutto all’esterno, ma la velocità dei convogli
passeggeri si abbasserebbe a 160mkm/h solo in prossimità dello scalo
merci.
Rivalta
Viadotti e rilevati in successione non permettono di riparare il rumore. Inoltre
i rilevati creerebbero un pesante effetto diga. I 3 viadotti, due dei quali
realizzati per attraversare una terza e quarta volta il Sangone, consentirebbero
all’eventuale esondazione di allargarsi oltre i rilevati, ma ne complicherebbero
il rientro in alveo. Per di più la serie di ponti e strutture già
esistenti creerebbe una sequela di punti critici in caso di piena del torrente,
già soggetto a eventi di questo genere. Tra i comuni osservati finora,
Rivalta sarebbe il primo ad avere tutta la linea all’esterno: terminato il rilevato
di cui si è detto sopra, di 1.330 m, alto 5 metri, un viadotto di 810
metri, con altezza massima di 12 metri, passerebbe vicinissimo al paese, sulla
sponda opposta del Sangone. Seguirebbe un altro rilevato di 1.775 m, con altezza
di 10 metri ed infine verrebbe realizzato un viadotto di 380 m, utile per superare
il Sangone per l’ultima volta, la quarta,
Alcuni terrazzamenti naturali di lieve altezza ed un argine artefatto sono gli
unici ripari attuali alle piene. Una volta realizzate le opere indicate da RFI
i due rilevati, in caso di piena, potrebbero deviarne parzialmente il corso,
prima, verso Rivalta col rilevato di 1.330 m, poi il viadotto di 810 m favorirebbe
l’esondazione eventuale in direzione di Orbassano, successivamente il rilevato
di 1.775 m separerebbe il corso del Sangone dall’area naturale di esondazione,
rendendo complicato il rientro in alveo dell’acqua. L’effetto di questo fenomeno
potrebbe provocare problemi sulla viablità verso Orbassano e Prabernasca.
*Nota sul valore immobiliare- In Francia, sulla linea tra Lyon e Parigi, i danni
creati dalla linea sul valore immobiliare delle abitazioni viene risarcito con
un accordo della Prefettura, da noi a precisa domanda, sulla linea valsusina
ci è stato risposto che non ci sono le risorse.
Osservazioni sull’assetto insediativo e sulla previsione di sviluppo d’area:
Il pesante impatto sul patrimonio residenziale, sulla viabilità esistente,
sul traffico indotto dai cantieri, sull’ubicazione dei villaggi per la mano
d’opera, impianti realizzazione conci, betonaggio, tritatura dei materiali rocciosi
non può che provocare ulteriori problematiche. A tutto ciò si
aggiunge la modificazione dei percorsi naturalistici, aree verdi, fasce fluviali
con il taglio di terrapieni e viadotti, che incidono sulla situazione urbanistica,
patrimonio storico, architettonico, culturale.
Grugliasco - Torino
Attraversato lo scalo merci di Orbassano il tracciato raggiungerebbe l’area
est di Grugliasco, attraversandola con un rilevato di 706 m alto 2 o 3 m, segue
una trincea di 1.815 m in direzione strada Pronda, profonda al massimo 3 o 4
m. Alla fine della trincea comincia una galleria in corrispondenza della perpendicolare
della linea storica Torino Modane che viene sottopassata dalla linea in progetto.
Altra linea perpendicolare sul percorso della tratta in Corso Marche, più
in particolare all’incrocio con Corso Francia, è la linea della metropolitana.
In questo punto, km 111.012 progressivo, il progetto prevede una galleria tra
i 17 ed i 20 metri, non si sa a che profondità passa la Metropolitana…
La velocità prevista dai 160 km fino al confine di Grugliasco, passa
a 100 km/h da strada della Pronda in poi, nella galleria artificiale di Corso
Marche fin oltre la Dora Riparia e nel comune di Collegno (Savonera).Una particolarità
da annotare è il percorso in galleria di 3.200 m, di cui si è
parlato in corso Marche, qui si tratterebbe di realizzare almeno tre livelli
di viabilità, con strada a livello campagna, altra strada 6 metri sotto,
un'altra viabilità a –15, ed infine la TAV che raggiungerebbe un massimo
in un punto di – 29 dal piano campagna in prossimità di corso Sacco e
Vanzetti. Le altre vie sottopassate sarebbero: via Chambery, via Crea, corso
Marche, e prosecuzione in corso Sacco e Vanzetti. Dopo aver percorso una tratta
in trincea ed un rilevato di 216 m, un viadotto di soli 38 metri attraverserebbe
la Dora Riparia, poi seguirebbe un altro rilevato di 311 m. Appare anche qui
non troppo ampio il viadotto e i rilevati vicini, seppure su rive spondali piuttosto
alte, potrebbero causare problemi in caso di piena.
Collegno -Venaria
Oltre la Dora e il carcere delle Vallette si entra nel territorio di Collegno,
frazione Savonera. Dopo aver percorso in galleria l’area antistante il carcere
delle vallette ci si trova di fronte all’ostacolo di Villa Cristina…poi la linea
prosegue lungo la Tangenziale, con possibilità a seconda delle varianti,
di doverla sottopassare un paio di volte per arrivare a Settimo, probabilmente
realizzando manufatti o trincee nella falda freatica affiorante, ove si scavi
oltre ai 10 m .. La società ATIVA in tempi non sospetti, per iscritto
con documenti inviati alla Regione Piemonte, ha evidenziato questa criticità,
spiegando che per realizzare i sottopassi si dovrebbe chiudere al traffico l’arteria
con le conseguenze immaginabili…Nel comune di Venaria un altro viadotto sarebbe
necessario per passare oltre la Stura, torrente dalle portate eccezionali nei
periodi di piena… La tavola 8 è l’ultima analizzata finora. Appena possibile
commenteremo il resto del percorso, verso settimo e da Villar Focchiardo a Chiomonte.
A cura di Associazione Habitat, scaricabile anche
dal sito www.ambientevalsusa.it